Un capoluogo più bello grazie al progetto che illumina le mura
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VITERBO - L’accostamento della pietra antica, della luce moderna crea uno scenario al tempo stesso accattivante e profondamente evocativo.

VITERBO – Più che un semplice elemento funzionale, l’illuminazione è uno spettacolo visivo. Il posizionamento strategico delle luci esalta i dettagli intricati della pietra, rivelando sfumature invisibili alla luce del giorno.

Inoltre, i fugaci fasci di luce dei veicoli in transito, che si aprono la strada lungo le strade adiacenti alle mura, aggiungono un elemento dinamico alla scena, creando un affascinante gioco di movimento e immobilità.

L’effetto è particolarmente suggestivo in queste sere di inizio primavera. Mentre l’aria si riscalda e la gente del posto inizia a passeggiare lungo le strade che costeggiano le antiche fortificazioni, le mura illuminate offrono uno sfondo mozzafiato.

L’accostamento della pietra antica, della luce moderna crea uno scenario al tempo stesso accattivante e profondamente evocativo.

© Maurizio Di Giovancarlo / Tuscia Fotografia / La Fune

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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