
Battaglia aperta a Lubriano sulla possibilità di aprire una cava di basalto in località Pietrara. Il problema sarebbe l’eccessiva vicinanza con Civita di Bagnoregio, che potrebbe compromettere il riconoscimento della “città che muore” come patrimonio dell’Unesco. Solo cinque, infatti, i chilometri che separano Civita dal luogo dove dovrebbe aprire la cava.
Da un lato della barricata c’è Lubriano e il suo sindaco neo eletto, Valentino Gasparri, che dalla sua dice che la cava non sarebbe neanche visibile da Civita e che sulla questione stanno circolando molte inesattezze. Dall’altra c’è il sindaco di Bagnoregio, Francesco Bigiotti, e una petizione popolare lanciata su Change.org.
Nel frattempo la Regione ha bloccato l’iter per 45 giorni, mentre si valutano gli effetti che la cava potrebbe avere sull’ambiente circostante e, soprattutto, su Civita di Bagnoregio. Nel paese di Bigiotti, intanto, è stato formato un comitato cittadino per il no, che lo stesso primo cittadino ha incontrato nei giorni scorsi e con i quali ha discusso le prossime mosse da adottare sulla questione.
Dalla sua, invece, il sindaco di Lubriano si dice propenso a un incontro con lo stesso comitato, ma ricorda a più riprese che un’altra cava di basalto è già attiva a meno di un chilometro e mezzo dal sito, “proprio nel comune di Bagnoregio” ricorda. Una vicenda complicata, quindi, che spetta alla Regione risolvere. I due comuni possono solo stare a guardare.


















