Una catena con un lucchetto ed ecco che ti "privatizzano" abusivamente anche l'antica via Francigena
1
800x120 (1)
VITERBO - Siamo nei pressi del ponte Camillario, luogo del martirio dei santi Valentino e Ilario, protettori del capoluogo della Tuscia.

VITERBO – C’è chi pensa di “privatizzare”, naturalmente in maniera abusiva, l’antica via Francigena. Succede a Viterbo, per di più in un punto molto suggestivo e storicamente importante della Tappa 41 del percorso segnato dall’arcivescovo di Canterbury Sigerico.

Siamo nei pressi del ponte Camillario, luogo del martirio dei santi Valentino e Ilario, protettori del capoluogo della Tuscia. Un antico e noto manufatto di epoca romana, importante per la storia viterbese, anche se piuttosto dimenticato e diventato marginale anche nell’immaginario collettivo locale. 

Qui una catena chiude il passo e un lucchetto, chiuso da una chiave, rende salda la “serrata”. Ma non finisce qui perché questa azione di “privatizzazione” e di appropriazione di uno spazio patrimonio di tutti è funzionale a dell’altro. Infatti dopo la catena è stata realizzata una struttura in legno e cemento e all’interno sono incatenati anche dei cani, piuttosto agitati e poco rassicuranti. 

Purtroppo lo stato di abbandono e degrado del tratto viterbese della via Francigena è noto da tempo. Manca la visione del potenziale dei cammini di questo tipo e quindi gli investimenti. Ma almeno la “privatizzazione” abusiva dell’antica via andrebbe scongiurata perché si rischia di diventare la barzelletta d’Europa.

Masicar800x120-optimize
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
TdP_Inalazioni
Fune 300x300
Foto Fisioterapy Center
domenicale post
POST FB 02
Masicar300x300-optimize
monastero interno
asvis 2
aiac_banner_01
Onda
Jeep_Compass_apex_300x300_200
lafune_300 x 600