Una calza lunga fino ad Amatrice: la tradizionale festa raccoglie fondi per la nuova scuola

Quest’anno l’appuntamento sarà dedicato ad Amatrice con la vendita delle calze il cui ricavato sarà indirizzato alle popolazioni terremotate: i fondi serviranno per acquistare attrezzature elettroniche per la scuola che sarà ricostruita nel Comune del reatino distrutto dal sisma dello scorso agosto.
Oggi la Calza della Befana: trasporto per raccogliere fondi per Amatrice. Torna l’appuntamento con la tradizionale Calza della Befana più lunga del mondo, l’iniziativa organizzata da Admo, Avis, 500 Tuscia club e dal circolo del Pilastro con il patrocinio del Comune di Viterbo. Una iniziativa dedicata ai bambini e che punta a raccogliere fondi per iniziative di solidarietà.
Quest’anno l’appuntamento sarà dedicato ad Amatrice con la vendita delle calze il cui ricavato sarà indirizzato alle popolazioni terremotate: i fondi serviranno per acquistare attrezzature elettroniche per la scuola che sarà ricostruita nel Comune del reatino distrutto dal sisma dello scorso agosto.
La calza, lunga circa 500 metri, partirà intorno alle ore 15.30.

Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi

















