Una breccia anche tra i Moderati, Simoni: "no alla cacciata di Vannini. Assente per salute al Consiglio, se no avrei partecipato"
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Il consigliere di maggioranza definisce "riunioni carbonare" quelle in cui si sarebbe decisa la cacciata di Andrea Vannini. "E ieri avrei partecipato al Consiglio e votato sì. Assente per motivi di salute".

Si apre una breccia tra i Moderati e riformisti, Paolo Simoni non condivide la scelta di non partecipare al Consiglio e si dice contrario alla cacciata di Andrea Vannini dall’assessorato all’Ambiente: “se ci sono state riunioni per deciderlo, le definisco carbonare”

Il consigliere di Oltre Le Mura dopo il Consiglio che ha visto Leonardo Michelini prendere il più grosso schiaffo politico del suo mandato, dal quale forse sarà difficile possa riprendersi, spiega la sua assenza, avvenuta motivi di salute, “ieri ho subito il primo di tre micro interventi all’occhio, se no sarei stato in Consiglio a votare sì alla nomina di Ciorba revisore dei conti. Insomma a differenza di quanto dichiarato da Filippo Rossi, la mia assenza non è dettata da motivi politici. Non sono un assenteista”.

Non finisce qui. La presa di distanza nei confronti di Leonardo Michelini anche se non è esplicita, riguarda anche la vicenda di Andrea Vannini. L’assessore all’Ambiente infatti sarebbe stato sollevato dall’incarico ieri sera dal sindaco, per lasciare spazio ad un esponente della cosiddetta confederazione delle civiche, riunita ora sotto il nome di Moderati e Riformisti, di cui Simoni è esponente. “Non sono d’accordo, in questo momento, nemmeno con l’avvicendamento dell’assessore Vannini, che ritengo possa dare ancora molto all’amministrazione – aveva dichiarato poche ore prima dell’allontanamento dello stesso Vannini – in questi giorni non è mai stata fatta una riunione dei civici che abbia deciso queste mosse politiche. A meno che non siano state fatte riunioni che definisco carbonare”.

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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