Cimini: ecco una montagna di spazzatura

Una fotografia esemplare. Il degrado sale anche sulle montagne, ma bisogna iniziare a prendersi qualche responsabilità.
Fare una passeggiata nella natura è un toccasana, soprattutto dopo tante ore di lavoro e con il caldo torrido di questi giorni. I viterbesi sono fortunati ad avere delle splendide montagne a portata di mano, ma sono davvero pessimi nel conservarle, per se stessi e per i turisti. Questa foto, che ci ha mandato un lettore (potete farlo tutti a info@lafune.eu), è, da questo punto di vista, illuminante. La colpa di chi è? Forse di tutti. Di chi sporca e di chi non pulisce adeguatamente.
La foto è stata scattata martedì 10 giugno 2014 tra all’altezza del km.8 della strada provinciale Cimina.

Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

















