
VITERBO – Un rinnovato vortice di emozioni ha accompagnato il secondo trasporto della Mini macchina di Santa Rosa. La “Rosa Virtutis” del quartiere Santa Barbara ha incantato il pubblico, stringendo i cuori di chi ha visto nei piccoli facchini la forza di una tradizione che non conosce età.
Quello andato in scena è stato il decimo trasporto del quartiere, un traguardo che porta con sé il segno della memoria: le due girate sono state dedicate a Moreno Merli e Franco Paiolo, figure care alla comunità, che hanno lasciato un’impronta indelebile nello spirito della festa.

Guidati dal capo facchino Diego Terzoli, i bambini hanno risposto con coraggio al grido di “Santa Rosa!”, dando vita a un trasporto che ha trasformato le vie del quartiere in un palcoscenico di fede e appartenenza. Il primo “Sollevate e fermi”, partito da via Tarconte, ha aperto un percorso fatto di soste, applausi ed emozioni, culminato nell’abbraccio finale alla parrocchia.
Ovunque, telefoni alzati per immortalare la scena: lo sforzo, la passione e l’amore di una comunità che si stringe attorno alla sua Santa. La macchina, ideata da Michele Telari e realizzata dalla ditta Mastro srl, è un imponente tripudio di angeli e leoni: alta 9,70 metri alla spalla del facchino, con un peso di circa cinque quintali.
Già prima della partenza, le voci la definivano un trionfo. E la conferma è arrivata puntuale: sulle note della banda, la “Rosa Virtutis” si è innalzata con tutta la sua magnificenza, regalando l’impressione che quegli angeli, scolpiti e luminosi, potessero davvero spiccare il volo. Un volo che, ogni notte fino al 3 settembre, sembra voler raggiungere Santa Rosa nella sua casa.


















