Un viterbese al vertice dell'Associazione Italiana Arbitri, Antonio Zappi batte Alfredo Trentalange
Foto Antonio Zappi
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ROMA - Proprio nella Tuscia, 59 anni fa, è nato il nuovo numero uno degli arbitri di calcio italiani. 

ROMA – Il nuovo presidente dell’Associazione Italiana Arbitri Antonio Zappi è originario di Sipicciano (Comune di Graffignano). Proprio nella Tuscia, 59 anni fa, è nato il nuovo numero uno degli arbitri di calcio italiani. 

Zappi ha battuto, sabato 14 dicembre, lo sfidante Alfredo Trentalange, ex presidente che aveva rassegnato le dimissioni in seguito al caso D’Onofrio dal quale fu poi assolto. Il vincente ha ottenuto il 72,3% dei voti.

“Sarò il presidente di tutti, anche di chi non mi ha votato”, le prime parole di Zappi.

La notizia di Zappi alla guida dell’AIA è stata accolta con entusiasmo nel Viterbese. Sono arrivati anche gli auguri del presidente della Provincia di Viterbo Alessandro Romoli: “Originario di Sipicciano, Zappi incarna con orgoglio le radici del territorio viterbese sia per nascita che per il suo percorso arbitrale, rappresentando un punto di riferimento nel panorama sportivo nazionale”.

Il Presidente Romoli, a nome delle sue istituzioni e della comunità locale, rivolge i migliori auguri al neo-presidente per un mandato ricco di soddisfazioni e di risultati positivi. Il prossimo quadriennio olimpico sarà un’occasione per affrontare nuove sfide e contribuire in modo decisivo all’evoluzione del settore arbitrale, confidando che saprà affrontare con successo le sfide che lo attendono.

 

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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