
Un viterbese a Rio. Questa non è però storia di grandi vacanze, né di colpi imprenditoriali dall’altra parte dell’Atlantico. Piuttosto c’entra la professione più bella del mondo, la “passionaccia”. Il “giornalismo, bellezza”. E Massimiliano Mascolo, almanacco vivente dello sport (anche quello locale) che è lì per le Olimpiadi 2016; che seguirà per la Rai. Coordinatore di uno dei tre canali con cui la televisione italiana racconterà l’evento sportivo. Lo raggiungiamo dopo pochi giorni dall’arrivo nella terra del Samba.
Non è la prima volta che si trova a raccontare per la Rai un evento di alto livello. Ci dia un traccia del suo percorso.
“Ho cominciato con i mondiali di calcio del 1990, che ho seguito, dalla redazione, per il Tg1. Questa è la mia quarta olimpiade dopo Sydney 2000, Atene 2004 e Pechino 2008. Va aggiunto un
altro mondiale di calcio: 2002 Giappone-Corea, due europei di calcio (2000 e 2004), due mondiali
di atletica leggera, un europeo di nuoto, un europeo di basket maschile, due europei di basket
femminile, un Sei Nazioni di rugby (il primo), un mondiale di sci nordico”.
Di cosa si occupa per Rio 2016?
“Questa volta la Rai trasmetterà l’Olimpiade su tre differenti canali, 24 ore su 24, più 25 segnali via
internet da seguire in streaming. Io mi occuperò di coordinare la messa in onda di uno dei tre canali
(Raidue, RaisportUno, RaisportDue). Saranno tutti e tre in alta definizione. Quindi scelta degli avvenimenti, contatto con i cronisti e con la regia dedicata”.
Quando è arrivato e quando riparte?
“Sono qui dal 29 luglio, le trasmissioni cominceranno oggi con le prime dirette (il programma
olimpico parte ufficialmente il cinque agosto con la cerimonia d’apertura ma da domani parte il
torneo di calcio). La cerimonia di chiusura sarà il 21 agosto, il 22 sarò già sull’aereo per Roma e
quindi Viterbo e Nepi (dove abito ufficialmente)”.
Cosa le sarebbe piaciuto trovare a Rio?
“Speravo veramente di trovare qualche atleta della Tuscia da queste parti. A Pechino c’era Agnese
Allegrini, la campionessa di badminton. Fino all’ultimo è stato in corsa il tiratore Valerio Grazini,
che infatti è riserva di due fuoriclasse come Pellielo e Fabbrizi: ma il futuro è suo, spero che nel
2020 tocchi a lui salire sull’aereo per i Giochi. Io tra quattro anni non penso di esserci”.
Cosa ha messo nella valigia? Ha messo qualcosa che le ricorderà la Tuscia?
“La valigia? La mia è sempre piuttosto leggera, non mi piacciono i carichi ingombranti. Non ho
niente con me che sia strettamente legato alla mia terra. Ho portato solo un libro che tra l’altro
difficilmente riuscirò a finire visti gli impegni: è il racconto del viaggio sulla antica via Appia fatto
qualche anno fa da Paolo Rumiz. Magari mi verrà voglia di farne uno simile sulla Cassia, chissà”.
Come sono messi gli italiani a queste Olimpiadi?
“Sarebbe un buon risultato prendere 25 medaglie considerando che una quasi sicura (Tamberi nel
salto in alto) è finita all’ospedale, e che Schwazer è sub iudice. L’assenza di molti atleti russi non
apre automaticamente delle “autostrade” verso il podio ai nostri. Scherma, tiro, nuoto possono regalarci grandi soddisfazioni, ma forse avremo ottimi risultati anche dalle classiche discipline di cui ci si accorge una volta ogni quattro anni: stavolta potrebbe essere la lotta, o l’equitazione. Mi
piace affermare che per tutti questi ultimi quattro anni come Rai Sport abbiamo seguito con grande
attenzione proprio queste discipline, cosiddette minori, anche a scapito dei dati d’ascolto”.
Come funzionerà il suo lavoro? La cosa più bella che si aspetta?
“La giornata tipo sarà ore 5.30 sveglia, ore 6.15 colazione, ore 7 autobus, ore 7.30 redazione; il
percorso inverso lo farò dopo mezzanotte. Anche per questo l’Olimpiade viene ogni quattro anni.
Mi aspetto che a casa il nostro lavoro sia giudicato con obiettività e piaccia ai telespettatori”.


















