Un viaggio tra nord e sud Italia che passa per la tavola
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Dal primo al 3 aprile in piazza dei Caduti la manifestazione porterà il meglio del made in Italy al centro di Viterbo

Da venerdì 1 a domenica 3 aprile, dalle 10 alle 20, in piazza dei Caduti, Unità d’Italia a tavola. L’enogastronomia tipica italiana riunita in un unico evento, un tuffo nei sapori di tutto lo stivale, per passare in pochi metri dalle prelibatezze del Trentino Alto Adige a quelle della Puglia, passando per il Lazio. Proseguono gli eventi patrocinati dall’assessorato allo sviluppo economico e alle attività produttive ed agroalimentari del Comune di Viterbo.

“Dopo il successo del mercatino di Forte dei Marmi e di Sicilia in festa, e dopo la tradizionale fiera dell’Annunziata in corso proprio quest’oggi – ha spiegato l’assessore Sonia Perà – ora è la volta dei prodotti provenienti dalle diverse regioni d’Italia e di un intero weekend dedicato al made in Italy. Un evento che nelle precedenti edizioni, mi piace sottolinearlo, ha ottenuto il patrocinio del Ministero delle politiche agricole, dell’Agenzia nazionale del Turismo e quello di Unioncamere come rinoscimento della validità del progetto promosso, in termini di attrattività verso i prodotti enogastronomici nazionali”.

La manifestazione, ideata dagli organizzatori in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, intende ulteriormente valorizzare l’enogastronomia tipica regionale italiana, riconosciuta in tutto il mondo come stile di vita e di eccellenza. “Abbiamo portato la tradizione enogastronomica nelle più belle città d’Italia – sottolineano i promotori della manifestazione – proponendo tre giorni d’immersione nel gusto e nella tradizione artigianale del nostro Paese”.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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