Un viaggio di 37 tappe in camper per combattere il pregiudizio, l'Aipd in piazza a Viterbo
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VITERBO - Passerà anche da Viterbo la staffetta in 37 tappe del Down tour, un viaggio su camper, il cui equipaggio è composto da due persone con sindrome di Down, un operatore e un familiare; un viaggio che è iniziato con la Giornata mondiale e finirà con la Giornata nazionale delle persone con sindrome di Down, il 13 ottobre.

VITERBO – C’è anche la città dei papi nella grande festa organizzata dall’Aipd, Associazione italiana persone down per celebrare i suoi 40 anni.

Passerà anche da Viterbo la staffetta in 37 tappe del Down tour, un viaggio su camper, il cui equipaggio è composto da due persone con sindrome di Down, un operatore e un familiare; un viaggio che è iniziato con la Giornata mondiale e finirà con la Giornata nazionale delle persone con sindrome di Down, il 13 ottobre.

La scelta del viaggio è fortemente simbolica, indica la scelta di “mostrarsi”, per raccontare quanto sia cambiato il mondo in questi quattro decenni. Infatti, se prima la sindrome di Down non si
vedeva, perché le persone restavano chiuse in casa, oggi queste si incontrano facilmente nelle strade, sui mezzi pubblici, a scuola, nelle palestre e piscine, nei luoghi di lavoro.

Perché le persone “con un cromosoma in più” non devono avere neanche un’opportunità in meno, ma devono poter esercitare la propria autonomia e le proprie potenzialità. E’ quello che Aipd ripete da 40 anni e che oggi vuole ribadire, in occasione di questa importante ricorrenza, portando in giro per l’Italia questo camper dell’inclusione.

I diversi equipaggi che si avvicenderanno sul camper, tappa dopo tappa, terranno un diario di testi e immagini, che alla fine del viaggio sarà consegnato al presidente della Repubblica Mattarella, al Quirinale, che da ormai venti anni accoglie i ragazzi dell’associazione per tirocini di formazione al lavoro.

L’Aipv viterbese ha un doppio motivo per fare festa: l’associazione, infatti, nasce il 2 gennaio 1979 a Roma da un piccolo gruppo di famiglie e tre anni dopo, nel 1982 si forma la prima sezione territoriale proprio a Viterbo. Oggi le sezioni di Aipd sono 52, estese su tutto il territorio nazionale, dal Trentino Alto Adige alla Sicilia.

Il camper siglato Aipd sosterà il 29 e 30 marzo 2019 in piazza dei Caduti, antistante la Sala degli Almadiani, dove all’interno verrà allestita da oggi, 28 marzo una mostra con documenti e foto che testimoniano il lavoro svolto dalla Sezione Aipd Viterbo in questi 40 anni. “E’ grazie allo sforzo delle famiglie, dei volontari, degli operatori – sottolineano dall’associazione – ma soprattutto delle persone con sindrome di Down che siamo arrivati fin qui. Ancora vediamo di fronte a noi molti obiettivi, possibili e necessari”.

Per celebrare questo importantissimo anniversario tutta la cittadinanza è invitata, inoltre, a partecipare alla cerimonia in programma venerdì 29 marzo alle 16, nella Sala Regia di Palazzo dei Priori, per la consegna delle targhe ai soci fondatori, persone lungimiranti che hanno avviato questo viaggio dell’Associazione italiana persone down a Viterbo.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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