
Che ne sarà dell’amministrazione Michelini? La domanda è lecita, anzi è inevitabile. Un venerdì di crisi a Palazzo dei Priori, l’ennesimo. Per la prima volta il tema arriva in consiglio comunale, dopo settantuno giorni. E’ già questo un qualcosa.
La posizione dei sette
Al termine della seduta il Pd si ritrova senza capogruppo, intorno alle 19 arriva la dichiarazione ufficiale delle dimissioni di Francesco Serra, e senza vice. Anche Aldo Fabbrini rimette il mandato nelle mani del gruppo. Centrale proprio il discorso di Serra. E’ lui che pone “il morto sui banchi del consiglio”. Parla essenzialmente da portavoce dei sette. La linea comune è chiara: valutare di volta in volta e decidere sulle varie questioni. Anche le dimissioni da capogruppo in fondo servono a questo, a riconquistare una certa libertà di manovra. Si dichiara “libera da mandato” Melissa Mongiardo e “difficilmente considerabile in maggioranza” Marco Volpi. Arduino Troili non c’è e anche Mario Quintarelli si ritiene libero.
I falchi “micheliniani”
Nel gruppo dei fedeli al sindaco c’è una corrente che potremmo definire dei “falchi”. Il più rapace è sicuramente individuabile in Livio Treta. Nella stanze e nei corridoi di Palazzo dei Priori lo hanno ribattezzato “il tagliagole”. In senso politico naturalmente. Il suo intervento in consiglio è stato durissimo: “Troppo comodo stare in maggioranza e fare opposizione, per fare politica ci vogliono le palle”. Ha esortato i sette a prendere decisioni: “o vi riallineato o fate cadere l’amministrazione. Ognuno si assuma le proprie responsabilità”. Da parte sua anche una stoccata verso gli assessori di riferimento del gruppo dei sette: Alessandra Troncarelli e Sonia Perà.
Falco anche Daniela Bizzarri che nel suo intervento ha puntato il dito sulle assenze di quattro consiglieri dei sette, che “non hanno preso parte a riunioni di maggioranza, commissioni e sedute di consiglio”. Da parte sua anche una frecciata velenosa verso i sette che hanno letto in aula i loro discorsi: “Qualcuno si è portato il compitino da casa”. Mezzo falco anche Tofani che sottolinea come i sette abbiano di fatto non votato anche la delibera sul mattatoio presentata dal loro assessore Perà.
Le colombe di Michelini
Tra i membri di questo insieme spicca Aldo Fabbrini. Esorta a vedere il bicchiere mezzo pieno, a coltivare il dialogo in maggioranza e a ritrovare l’unità. Anche il suo gesto di rimettere il mandato da vicecapogruppo può essere letto come un segnale distensivo.
Con il ramoscello d’ulivo anche Christian Scorsi che ha invitato tutti a ritrovare comunione d’intenti sui progetti. Stesso atteggiamento anche da parte di Filippo Rossi, che auspica un governo di scopo con punti chiari da portare avanti fino a fine mandato.
Le bordate delle minoranze: “Viviamo un’Odissea nello spazio”
Dalle opposizioni la condanna del comportamento dei sette. “Serra, lei è il principale responsabile di questa situazione”, ha esordito Gianmaria Santucci. “Nelle vostre decisioni c’è stato tanto Pd e poco la città di Viterbo – ha continuato l’esponente di Fondazione -. Voi sette ci avete portato nella terra di mezzo, stiamo vivendo un’Odissea nello spazio. Ora siamo imprigionati all’interno di un’amministrazione in cui non crede più nessuno, però non possiamo fare niente.
Ci troviamo con un’amministrazione morta, ma mandarla via sarebbe un danno ancora peggiore per la città. Con la sospensione della politica e l’arrivo del commissario. Cosa ci inventiamo da oggi in poi? Siamo tredici consiglieri di opposizione e 13 di maggioranza, Fioroni vi ha scelto perché siete tutti uguali. Tanto i “fioroniani” quanto i sette”.
Rincara la dose Sergio Insogna: “Voi avete sfiduciato il sindaco perché non sa amministrare. Ha portato la città a livelli bassissimi. Andare dal notaio era la soluzione per salvare la città e voi stessi. Ora questi signori diranno che se non si fanno le cose è per colpa vostra; il sindaco è un campione nello sport dello scarica barile”. Amareggiato anche Gianluca De Dominicis dei Cinque Stelle: “Vi siete preoccupati di rispondere al Pd, ma avete dimenticato che vi hanno votato i viterbesi”. Per tutta l’opposizione vale un giudizio sull’amministrazione: “Siamo arrivati alla frutta”.
Così parlò Michelini
“Sono per attuare una ripartenza”, ha parlato così Michelini in chiusura di consiglio. Il sindaco ha annunciato a breve una riunione di maggioranza per verificare se ci sono le condizioni per andare avanti. Anche per lui la parola d’ordine a questo punto è una: programma di scopo.

















