Un tre settembre senza Trasporto ma tutti d'un sentimento sull'importanza della rinuncia
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VITERBO - In nessuno dei protagonisti del Trasporto però c'è un filo d'esitazione. "E' stata fatta la cosa giusta", sono queste le parole più gettonate.

VITERBO – Un tre settembre duro da digerire per molti viterbesi. La grande macchina dei festeggiamenti di Santa Rosa è di fatto ferma e sulla città è tangibile una ferita piuttosto profonda. In nessuno dei protagonisti del Trasporto però c’è un filo d’esitazione. “E’ stata fatta la cosa giusta”, sono queste le parole più gettonate.

Ognuno ti racconta dei giorni del lockdown, della paura e del pensiero fisso, già a inizi marzo, alle conseguenze di quanto stava accadendo sul passaggio di Gloria. Tutti hanno sperato fino all’ultimo che alla fine si riuscisse a onorare la tradizione ma nelle parole di ognuno c’è solo la maturità di accettare quest’assenza.

“Non si poteva pensare di farlo comunque, sarebbe stato sbagliato. Siamo tutti d’un sentimento anche in questa valutazione”, le parole del presidente del Sodalizio Massimo Mecarini. 

“Sono convinto che la decisione di non rischiare sia giusta. Non possiamo permetterci di accendere altri focolai ed è importante essere
responsabili e lucidi su questo”. Così Raffaele Ascenzi. 

Il sindaco Giovanni Arena è categorico: “Dire di no praticamente a tutti gli elementi della festa è stato duro ma necessario. Santa Rosa non si offende, è fondamentale prendere le decisioni giuste per difendere la vita”. Così la città di Viterbo stringe i denti, assapora l’assenza e pensa al domani quando tutto tornerà alla normalità. E se passando per una San Sisto vuota sarà difficile tenere la commozione bisognerà pensare al perché di tutte queste rinunce e trovarne ragione.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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