Un tetto per la Protezione Civile: Viterbo pubblica l’avviso, e c’è tempo fino al 6 agosto
Foto di Viterbo dall'alto
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Il Comune pubblica una manifestazione d’interesse per affittare un deposito tra i 500 e i 600 mq: deve essere in città, a norma e pronto ad accogliere mezzi e attrezzature.

VITERBO – La Protezione Civile cerca casa. O meglio: un magazzino. Ampio, alto, accessibile, dotato di ogni comfort tecnico e posizionato all’interno del centro urbano. Un deposito strategico per mezzi e attrezzature, da condividere con i gruppi volontari iscritti all’elenco regionale e che collaborano con il Comune di Viterbo. Il tutto, però, entro certi limiti: geografici (niente frazioni) e, soprattutto, economici. Il canone massimo annuo è di 27mila euro.

L’avviso pubblicato dal Comune scadrà il prossimo 6 agosto. È rivolto ai proprietari di immobili che intendano proporre in locazione spazi da destinare a sede logistica per la Protezione Civile comunale e i gruppi associati. I requisiti sono precisi: tra i 500 e i 600 metri quadrati di superficie interna, altezza minima di 5 metri, impianti a norma (elettrico, illuminazione, antincendio), accesso diretto da una strada pubblica, area esterna per la manovra di mezzi e la presenza di un pozzo o una cisterna per l’approvvigionamento idrico.

Un sogno immobiliare? Forse. Ma in questo caso l’obiettivo è concreto e il bisogno reale.

“Rappresenta un passo importante per rafforzare la nostra capacità di intervento in situazioni di emergenza”, spiega Eros Marinetti, consigliere delegato alla Protezione Civile. “Un deposito adeguato e funzionale è essenziale per garantire tempestività ed efficienza sul territorio”.

Dare una sede stabile e organizzata a chi opera in prima linea nelle emergenze non è un dettaglio, ma una questione di strategia e lungimiranza. Per anni il gruppo comunale ha dovuto arrangiarsi, tra sedi temporanee, spazi insufficienti e mezzi parcheggiati dove si poteva. Eppure, si tratta di una delle forze più presenti e operative sul territorio, spesso silenziosa ma essenziale.

Le condizioni poste dall’avviso però non sono semplici. Chi possiede un immobile con queste caratteristiche nel perimetro urbano di Viterbo non è facile da trovare. Il rischio è che, tra buone intenzioni e vincoli stringenti, il bando resti senza risposte o porti a soluzioni temporanee, in attesa di un progetto più strutturato.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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