Un tesoro semisconosciuto: le catacombe cristiane del Viterbese
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Il patrimonio storico che fa della Tuscia viterbese un luogo d’eccezione non comprende soltanto le celeberrime vestigia etrusche e medievali che caratterizzano il suo territorio ma anche un cospicuo e poco conosciuto numero di catacombe, che stanno a testimoniare la capillare diffusione, nella zona, del cristianesimo sin dai suoi albori e una serie di santi-martiri di grande importanza e venerazione.

“Le catacombe della Tuscia viterbese. Contributo alla storia del territorio nella tarda antichità e nell’alto Medioevo”. Questo il titolo di un importante convegno che si terrà a Soriano nel Cimino tra qualche mese, esattamente il prossimo 23 settembre.

Il patrimonio storico che fa della Tuscia viterbese un luogo d’eccezione non comprende soltanto le celeberrime vestigia etrusche e medievali che caratterizzano il suo territorio ma anche un cospicuo e poco conosciuto numero di catacombe, che stanno a testimoniare la capillare diffusione, nella zona, del cristianesimo sin dai suoi albori e una serie di santi-martiri di grande importanza e venerazione.

A quasi trent’anni dalla pubblicazione del volume di Vincenzo Fiocchi Nicolai, I cimiteri paleocristiani del Lazio. I. Etruria meridionale – (Monumenti di antichità cristiane 10), edito nel 1988 nei tomi PIAC – Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana – Roma, una pietra miliare nella storia degli studi su questo tema, si può dire che da allora l’argomento è stato riaffrontato soltanto in maniera circoscritta stimolando, quindi, l’idea di riproporre un incontro generale finalizzato all’agiornamento delle ricerche.

Il convegno infatti è nato dall’idea di riportare le catacombe viterbesi all’attenzione non solo del mondo scientifico ma anche a quella di un pubblico più esteso, che conta in questo territorio un gran numero di appassionati e cultori del territorio con le sue vestigia storiche, e vuole fare il punto di quanto è cambiato dall’88 a oggi, quali sono state le nuove scoperte e i nuovi studi, cosa si è perduto e cosa invece è venuto ad arricchire il patrimonio già noto.

Nel convegno verrà quindi presentato lo stato della questione da coloro che si sono dedicati allo studio dei singoli complessi, così come le specifiche tematiche d’insieme, quali le strutture generali degli impianti funerari, le testimonianze epigrafiche, quelle pittoriche e agiografiche che tanta parte svolgono nel culto dei santi martiri.

La scelta di Soriano nel Cimino quale sede del convegno, non è casuale, dato che nel suo territorio ricade la frazione di Sant’Eutizio, luogo della chiesa e delle catacombe intitolate al Santo omonimo, la cui figura svolse un ruolo di grande rilievo nel diffusione del cristianesimo nel Viterbese e il cui culto è ancor oggi molto sentito a livello popolare.

In occasione del convegno e a sua chiusura verranno inaugurati i restauri effettuati dalla Pontificia Commissione di Archeologia Sacra della catacomba, che necessitava di una ricognizione a livello generale; questo intervento rappresenta un importante contributo al mantenimento in vita o del luogo sacro e all’opportuna fruizione da parte del pubblico.

Il convegno è promosso dalla Pontificia Commissione di Archeologia Sacra, dalla Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per l’area metropolitana di Roma, la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale, dalla Università della Tuscia e dal Comune di Soriano nel Cimino ed è coordinato da un comitato scientifico composto da docenti e ricercatori degli enti promotori (Francesca Ceci, Elisabetta De Minicis, Vincenzo Fiocchi Nicolai, Giancarlo Pastura, Alfonsina Russo).

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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