Un tavolo permanente per i problemi della cava di Sant'Eutizio
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Ieri in Provincia il primo incontro per affrontare tutti i temi e le soluzioni sul problema

Si torna a parlare delle problematiche relative al recupero della cava di Sant’Eutizio, nel Comune di Soriano nel Cimino. Ieri, infatti, durante un incontro nella sala del consiglio della Provincia si sono riuniti il consigliere regionale Enrico Panunzi, il direttore generale dell’Asl di Viterbo, quello dell’Arpa Lazio, il Comune di Soriano e rappresentanti della Regione Lazio.

L’intento dell’incontro era quello di concordare insieme a tutte le parti interessate una strategia di intervento, alla presenza dei cittadini. Dalla riunione è emerso che occorre indagare sul suolo e sull’acqua di quei luoghi e georeferenziare alcuni punti nel tempo, per non mettere a repentaglio la sicurezza delle persone che vivono in quella località, qualora si evidenziasse un inquinamento importante.

Andranno inoltre decisi tempi e metodi di rilevazione, con procedure ed attività circoscritte. Per questo si è convenuto sulla necessità di istituire un tavolo permanente, con il coordinamento della Provincia. L’intento, secondo tutti gli invitati al dibattito, deve essere quello ragionare responsabilmente per risolvere il problema, ciascuno nel rispetto del proprio ruolo istituzionale, al di là delle polemiche.

Durante l’appuntamento, poi, è stata condivisa l’urgenza di predisporre un piano di monitoraggio e controllo, unitamente alla messa in sicurezza del sito, quest’ultima di competenza del Comune di Soriano, nell’osservanza del corretto iter amministrativo da seguire. Un secondo tavolo, infine, è stato convocato per martedì alle 9.30, sempre in via Saffi, per una riunione con tutti i tecnici per definire il cronoprogramma.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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