Un successo il presepe vivente a San Faustino

VITERBO - Grande successo di pubblico per l’esordiente presepe vivente a San Faustino organizzato dalla parrocchia del Sacro Cuore. Ultima rappresentazione il 5 gennaio con l’arrivo dei Re Magi.
VITERBO – Le prime due rappresentazioni sono andate benissimo, con un grande afflusso di pubblico.
Un grande successo quello del presepe vivente a San Faustino con centinaia di visitatori.
Una cinquantina i figuranti tra ragazzi del catechismo e genitori. Lavoro prezioso quello dei collaboratori parrocchiali per la realizzazione delle strutture in legno e delle coreografie. Un prezioso aqiuto è arrivato anche dalle parrocchie della Verità e di Villanova.
Da elogiare la finalità benefica dell’ evento: le offerte raccolte saranno destinate alla Caritas parrocchiale.
Si chiude in bellezza il 5 gennaio con l’ultima rappresentazione e l’arrivo dei Re Magi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.


















