Un S.O.S. da Roccalvecce, "la frazione nell'abbandono e colpita da frane"
Roccalvecce 04
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"La frazione di Roccalvecce rischia di somigliare sempre di più, a causa di una serie di frane su cui non si interviene alla città che muore", questo l'S.O.S. lanciato da Fondazione a Palazzo dei Priori.

A Palazzo dei Priori arriva un S.O.S. lanciato dalla frazione di Roccalvecce. A inviarlo il direttivo comunale di Fondazione, l’associazione politica rappresentata in Comune da Gian Maria Santucci.

“Le frazioni sono nel più completo abbandono e Roccalvecce rischia di assomigliare, a causa di una serie di eventi franosi non sistemati, sempre di più a “la città che muore”.

LA NOTA DI FONDAZIONE

“Le frazioni del Comune di Viterbo sono nel più completo abbandono; ne è testimonianza tangibile il borgo di Roccalvecce, sempre più interessato da fenomeni franosi, tanto da farlo assomigliare molto alla cosiddetta “città che muore”.

Smottamenti che si susseguono con una certa frequenza e che interessano zone particolarmente cruciali per la sicurezza, la viabilità e per la quotidianità della gente residente nella piccola frazione del viterbese.

Constatare che, a distanza di anni, la strada che porta verso il centro di Roccalvecce è parzialmente franata e interrotta proprio nel punto di sosta dei mezzi pubblici, fa pensare maggiormente ad un problema economico che non troverebbe copertura nell’asfittico “bilancio comunale” e che arrecherebbe ulteriori dispiaceri all’assessora Ciambella, l’Angela Merkel di Vignanello; così, tutto viene lasciato al caso e al rischio di altri smottamenti in un tratto di strada così importante per la viabilità di tutto il paese.

Ma ha il sapore del paradossale la frana che più a valle, ormai da diversi mesi, ha invaso la stessa strada in prossimità del centro abitato e che, inutile a dirsi, rappresenta un elemento concreto di pericolo in quanto costringe gli automobilisti a manovre piuttosto azzardate e che solo la fortuna, fino ad oggi, ha evitato il verificarsi di incidenti alle cose e finanche alle persone.

In questi mesi, il Comune, forse in altre faccende affaccendato, non si è degnato nemmeno di mettere in sicurezza il dissesto stradale e, questa volta, accampare problemi di natura economica non regge, perché si comprende benissimo che, con un’ora di “pala meccanica(magari pagata da noi di FondAzione, su sua esplicita autorizzazione ), la carreggiata in questione tornerebbe percorribile e sicura. Cosa aspetta, signor Sindaco, (magari dopo la sua gitarella a EXPO ) a mettere in campo i necessari provvedimenti per dare un segnale concreto di attenzione verso i cittadini di questa piccola frazione che, con l’avvicinarsi della stagione estiva, aumenterà di molto il numero di turisti e di visitatori attratti dal bello che ha da offrire la sua storia e le sue tradizioni?

Sindaco, osservi bene le fotografie allegate e si renderà conto che, lasciare le cose così come stanno,  se per la gente di Roccalvecce sarà motivo di apprensione e di sdegno, per i responsabili del Comunale, invece, sarà l’emblema della propria inefficienza amministrativa e politica”.

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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