Un quintale di coratella e molto altro per la tradizionale colazione di Pasqua a Pianoscarano
colazione di pasqua
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La tradizione torna in piazza a Pianoscarano, per la diciassettesima volta consecutiva. Un appuntamento ormai imperdibile per molti viterbesi.

La tradizionale colazione di Pasqua? A Pianoscarano. L’appuntamento è dalle ore 9 di domenica 5 aprile in piazza Fontan del Piano. Un appuntamento organizzato, per il diciassettesimo anno consecutivo, dal club Amici di Pianoscarano ‘Giulio Selvaggini’.

Una manifestazione che tradizionalmente nasce nelle cantine di Pianoscarano tra parenti e amici per poi diventare quella che oggi è una grande festa nel giorno della Resurrezione.

Una lunga tavolata piena di tutti i prodotti tipici viterbesi forniti direttamente dai produttori dagli sponsor e dal Club Amici di Pianoscarano, il tutto annaffiato con vino rosso e dulcis in fundo, le tradizionali pizze di Pasqua artigianali. Immancabile poi la golosa cioccolata calda.

Alcune curiosità e ghiottonerie: Verrà preparata un quintale di coratella dal Club Amici di Pianoscarano nella loro preziosissima cucina, il noto caseificio Cioffi offrirà le sue prelibatezze di formaggi e latticini e poi i salumi offerti da Stefanoni e Casa Italia, il pane e le pizze di Pasqua offerte dai Panifici Fontecedro e Il Fornaio del Sole e tanti altri sponsor che hanno permesso la riuscita della manifestazione come’è stato negli anni passati.

Alle ore 9 don Alfredo Cento parroco della chiesa di Sant’Andrea, celebrerà la messa in piazza con la consueta benedizione, è stato invitato anche il vescovo Lino Fumagalli che è un grande estimatore del quartiere Pianoscarano.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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