Un quarto di Viterbo senza voce? Un'idea
Roccalvecce
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Esiste lo spazio politico per disegnare quel filo ideale di cui parla Filippo Rossi che unisca la città e il territorio, che valorizzi perle come Bagnaia, San Martino, Roccalvecce, Sant’angelo in un progetto che amplifichi l’attrattiva turistica consentendo un beneficio economico e d’immagine per la città tutta?

ROCCALVECCE – È da qualche giorno che mi gira nella testa un’idea, da quando Filippo Rossi ha acceso i riflettori sulla città e sulla sua ricetta per rigenerarla. Premetto che non ho ancora letto il suo libro, lo farò, per ora mi riferisco alle cronache della stampa locale e a quanto trapela dai social.

Rossi è poliedrico, per alcuni tratti sfuggente ma propositivo, alternativo alla ripetitiva e stantia proposta politica che ci viene somministrata da decenni e che non riesce a cavare un ragno dal buco.

Tra le sue numerose affermazioni, due mi hanno particolarmente colpito e trovato d’accordo, la prima: “Viterbo non collega narrativamente quello che ha”, vero, verissimo, Viterbo amministra ben 12 frazioni alcune delle quali possiedono un patrimonio artistico e culturale unico.

Purtroppo, fino ad ora, le frazioni sono state considerate “un peso” e non un’opportunità, quasi una palla al piede per le amministrazioni che si sono succedute e che, obtorto collo, erano costrette a fornire almeno i servizi essenziali dovuti, ma nulla di più, progettualità di sviluppo, zero.

Si, è vero, alle precedenti amministrative in tutti i programmi di ogni schieramento politico era presente un capitolo sulle frazioni, tante parole, tante promesse, realizzazioni concrete non pervenute, come ho già scritto, la politica si muove in un’idea “viterbocentrica”, purtroppo anche con risultati discutibili.

Allora ecco l’idea, un po’ guascona se vogliamo, le frazioni rappresentano un quarto della popolazione residente e non ricevono da sempre risorse commisurate al loro reale peso, sarebbe possibile dare vita ad un soggetto politico che le rappresenti e porti le istanze di questa fetta consistente di cittadini all’attenzione dell’amministrazione?

Esiste lo spazio politico per disegnare quel filo ideale di cui parla Filippo Rossi che unisca la città e il territorio, che valorizzi perle come Bagnaia, San Martino, Roccalvecce, Sant’angelo in un progetto che amplifichi l’attrattiva turistica consentendo un beneficio economico e d’immagine per la città tutta?

E qui mi riferisco alla seconda affermazione, quale potrebbe essere il modello? Rossi lo ha già detto ed io lo sottoscrivo, certamente il “progetto Civita”, non bisogna andare poi così lontano, Bagnoregio è nostro vicino di casa, magari si potrebbe integrare la loro visione ed esperienza in un’idea più ampia che veda la collaborazione dei due comuni, insomma qualcosa di sinergico che unisca le risorse e l’esperienza per dare vita ad un grande progetto, guardate che in alcune regioni d’Italia queste realtà sono già consolidate.

Ci vuole tempo? Lo abbiamo, ci vuole convergenza politica? La troviamo, e parlo della buona politica, quella che dovrebbe essere sempre al servizio e per il benessere del cittadino.

Certo, io sono un provocatore, un sognatore da sempre, in questo mi sento molto simile a Filippo Rossi, però sognare è gratis e ti fa sentire vivo, poi chissà, magari a qualcuno si accenderà la lampadina, vediamo.

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