Un po' di Hollywood a Palazzo dei Priori
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Un dirigente della Warner Bros, Richard J. Fox, in visita nel centro di Viterbo. Il sindaco e due assessori hanno scortato il vice presidente esecutivo del colosso cinematografico fra le stanze di Palazzo dei Priori e del Palazzo dei Papi.

A Viterbo non è bastato il soggiorno di Jude Law durante e oltre il Trasporto della Macchina di Santa Rosa, per sentirsi ammirata dai pezzi di grossi di Hollywood, quindi ieri ha ricevuto una nuova visita da parte di Richard J. Fox, vice presidente esecutivo della Warner Bros, la grossa major americana che da anni produce i migliori film di Hollywood.

E’ arrivato a sorpresa, mentre era in corso la riunione della prima commissione. Scortato nella sua visita a Palazzo dei Priori dal sindaco Michelini e dagli assessori Barelli e Delli Iaconi, ha perlustrato le sale del palazzo comunale, fra i suoi affreschi e i suoi corridoi. Ci si è soffermati soprattutto nella Sala Regia, nella quale l’unico commento che Fox è riuscito a fare è stato “wow”.

Il Sindaco ha mostrato, inoltre, alcuni filmati della Macchina di Santa Rosa e del suo Trasporto. Uno spettacolo che il dirigente della Warner pare abbia apprezzato non poco. Il tour è proseguito per le strade del centro storico del capoluogo, fino a Palazzo dei Papi e i suoi magnifici interni. Era la prima volta che Fox visitava così approfonditamente Viterbo, nonostante sia un grande estimatore dell’Italia, tanto da possedere anche una casa a Orvieto.

Il vice presidente della Warner da anni opera in Europa, ma soprattutto in Italia, tanto che nel 2008 il Presidente della Repubblica gli ha conferito il titolo di Commendatore dell’Ordine al Merito. Un titolo che viene assegnato a italiani o stranieri che si sono contraddistinti per il contributo dato alla società italiana. Negli anni lo stesso titolo è andato a personaggi come Pedro Almodovar, Carlo Verdone, Giuseppe Tornatore, Giorgio Armani e Luciano Benetton. A Fox è stato assegnato per il suo impegno e il significativo contributo dato allo sviluppo dell’industria cinematografica italiana.

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...

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