
IL CORNER DEL PROFESSORE – Il weekend appena passato, sabato 18 e domenica 19 luglio, rappresenta una data storica. Da una parte è il 56esimo anniversario dell’arrivo dell’uomo sulla Luna, dall’altro ha messo Viterbo stabilmente al centro delle attività-feste estive della Tuscia.
In contemporanea hanno avuto luogo il festival del Tartufo a Cura di Vetralla (organizzato da Vivi in Tuscia), Cannaiola in Borgo a Marta (organizzato dalla Proloco), il festival dell’aglio Rosso a Proceno (organizzata da Slow Food Viterbo) e, molto probabilmente altre cose che mi sfuggono. Successo per tutte. Ma Viterbo, questa volta, le ha battute: Ombre Festival, Calici diffusi, Live Aid Concerto.
Tutti con grande successo. Non solo ci sono stati migliaia di visitatori ma le offerte erano diverse, per tutti i gusti. Non abbiamo temuto competizione e nonostante gli eventi in provincia abbiano avuto successo, Viterbo è andata fortissimo. Perché è importante sottolineare il successo e la dualità delle feste di paese e gli eventi di Viterbo? Intanto solo noi in Tuscia siamo più di 300.000, potenzialmente possiamo riempire 15 eventi a fine settimana. Gente porta gente e turisti, curiosi, e chi capita per caso corre a vedere. Come dice il professor Chiossi :”Quando c’è gente ce ne è per tutti”. Verissimo. Si riferisce a commercianti e imprenditori che capiscono di dover stare aperti durante gli eventi. Questo aspetto può sempre migliorare.
Secondo, normalmente in estate si va al lago, al mare, o in qualche paese. Non si sta a Viterbo dove il peperino raggiunge e supera i 40 gradi. Se si offrono eventi diversi e affascianti la gente viene, anche dalla provincia.
Terzo, dobbiamo capire che fare turismo significa offrire servizi e intrattenimento. Viterbo è bella e merita una visita da chiunque ma se la coppia di turisti trova la Viterbo dell’ultimo fine settimana, non solo ritorna, ma racconta a tutti, amici e parenti. Il mordi e fuggi viene superato dalla voglia di visitare una città bella e viva.
Sono sicuro che il Gonfalone era aperto e pieno. Il successo è stato tanto e le attività corali. Per questo mi viene in mente la data dell’uomo che arriva sulla Luna. Poi è un fatto epocale che ci iniziamo a mettere insieme per Viterbo. Ho paura di ledere la sensibilità di qualcuno ma, onestamente, credo che basti poco. Certo dal punto di vista degli organizzatori avrò reazioni negative ma, dando per scontato che lo si fa per
passione e non certo per guadagno, dico che basta poco: un piccolo gruppo coeso di appassionati, una buona idea, un Comune collaborativo e una festa in piazza.
Dobbiamo imparare a pianificare. Come l’uomo è andato sulla Luna, anche a Viterbo possiamo pianificare. I ristoratori hanno fatto Calici diffusi. Bene, avanti tutta. Questo è lo spirito giusto. Non cerco certo il pelo nell’uovo, anzi. Sono entusiasta e voglio di più. Propongo molti, tutti i fine settimana dell’anno con molte attività in centro. Le mamme di Bagnaia stanno già lavorando per Halloween e in molti programmano eventi anche nel 2026. Propongo di allungare il fine settimana almeno al giovedì e i mesi “buoni” a 12 all’anno. Non tiro mai il sasso e nascondo la mano.
Tuscia in fiore nella versione Villaggio Tuscia, propone una piccola serie di eventi a piazza San Carluccio giovedì 7,14, e 21 agosto. Dobbiamo iniziare ad allungare il fine settimana. Stiamo lavorando al programma di autunno e quello della prossima primavera è già pronto. Manca altro. Se dipendesse da me, ci sarebbe un cartellone delle terme vicino al tavolo dei prodotti della Tuscia presentati dal Professor Chiossi.
Ogni giorno è perfetto per le acque care a Michelangelo. Come per le terme, c’è spazio per tutti. La Tuscia è tanta roba ed ancora di più. Se la presentiamo insieme, vinciamo tutti.


















