Un pianscaranese a Ricci: “Fioriere contro i parcheggi sulle fontane, le paghiamo noi”
Fontana-Pianoscarano
Gli Stati Generali La Fune
La richiesta, scrive il lettore, è stata formulata già da qualche anno. Sembra in effetti sensata, ma ancor più sensato è che fosse il Comune ad accollarsi una così piccola spesa.

Un pianscaranese a Ricci: “Fioriere contro i parcheggi sulle fontane, le paghiamo noi”. Anni fa c’erano dei vasi in peperino intorno alla fontana di Pianoscarano, regalate dagli “amici dei monumenti” dell’allora presidente Alberto Ciorba.

“Quelle fioriere – scrive un lettore – sono state successivamente tolte e sarebbe interessante sapere dove sono finite e perché”. Quei vasi avevano una utilità chiara: evitare che la fontana medioevale del quartiere diventasse il parcheggio di automobili, che ogni giorno e ogni notte la invadono.

Il lettore si rivolge all’assessore ai lavori pubblici Alvaro Ricci: “Avevate tanto promesso riguardo l’abbellimento delle piazze e la tutela del centro storico ma le chiacchere le porta via il vento ed i fatti (già ma quali?) rimangono. Noi pianoscaranesi aspettiamo fatti anzi fioriere o paletti o filo spinato
attorno alla fontana di Pianoscarano onde evitare il continuo parcheggio su quei vecchi cordoli di peperino”.

Il cittadino gira l’offerta a Ricci: “Non vogliamo gravare sul bilancio del Comune di Viterbo, anche se per poche decine di euro. Noi pensiamo all’acquisto delle fioriere, il Comune ci concede il suolo pubblico e ci indica dove posizionarle. Sembra una proposta ragionevole assessore Ricci, o no?”

La richiesta, scrive il lettore, è stata formulata già da qualche anno. Sembra in effetti sensata, ma ancor più sensato è che fosse il Comune ad accollarsi una così piccola spesa.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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