
VITERBO – Se l’amministrazione Frontini vuole davvero “mettere la freccia” e superare una serie di situazioni di stallo che hanno affossato negli ultimi venti anni il centro storico dovrà poggiare sul tavolo della governance cittadina un tema chiaro: dare a Viterbo un piano parcheggi.
Le auto in sé non sono infatti nemiche dell’uomo e neanche del centro storico ma quando non si riesce a trovare un punto di equilibrio tra vivibilità a piedi e circolazione dei mezzi allora tutto va in decadenza. La via obbligata per potere approdare a una ritardataria pedonalizzazione della parte storica della città passa inevitabilmente per una risoluzione seria e puntuale del problema parcheggi.
Essendo quello della sosta anche un business considerevole e potenzialmente implementabile spingendo sull’acceleratore delle presenze turistiche e recuperando appeal verso i territori della provincia chi amministra può immaginare di trovare anche altre gambe su cui fare camminare gli investimenti necessari a realizzare aree sosta sotterranee. Nei cassetti di Palazzo dei Priori Chiara Frontini, guardando bene, potrà anche trovare un paio di project financing per la realizzazione di parcheggi sotterranei a piazza della Rocca e nell’area dell Fortezze, subito fuori Porta Romana.
Un piano parcheggi tecnicamente valido potrebbe aiutare a ridefinire la viabilità cittadina e facilitare anche altre azioni come la pedonalizzazione temporanea delle aree intorno alle scuole durante gli orari di inizio e fine delle lezioni. Un tema, quest’ultimo, toccato dall’amministrazione comunale in questi ultimi giorni. Tanto importante quanto bersagliato da chi ha vissuto inevitabili disagi.
Chiaro che la pedonalizzazione temporanea è un’azione importante per migliorare la qualità della vita ma al tempo stesso andrebbero studiate una serie di azioni strutturali per mitigare gli effetti penalizzanti su alcune categorie.


















