Un piano parcheggi per il capoluogo, l'unica strada per arrivare alla pedonalizzazione del centro storico
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VITERBO - Se l'amministrazione Frontini vuole davvero "mettere la freccia" e superare una serie di situazioni di stallo che hanno affossato negli ultimi venti anni il centro storico dovrà poggiare sul tavolo della governance cittadina un tema chiaro: dare a Viterbo un piano parcheggi. 

VITERBO – Se l’amministrazione Frontini vuole davvero “mettere la freccia” e superare una serie di situazioni di stallo che hanno affossato negli ultimi venti anni il centro storico dovrà poggiare sul tavolo della governance cittadina un tema chiaro: dare a Viterbo un piano parcheggi. 

Le auto in sé non sono infatti nemiche dell’uomo e neanche del centro storico ma quando  non si riesce a trovare un punto di equilibrio tra vivibilità a piedi e circolazione dei mezzi allora tutto va in decadenza. La via obbligata per potere approdare a una ritardataria pedonalizzazione della parte storica della città passa inevitabilmente per una risoluzione seria e puntuale del problema parcheggi. 

Essendo quello della sosta anche un business considerevole e potenzialmente implementabile spingendo sull’acceleratore delle presenze turistiche e recuperando appeal verso i territori della provincia chi amministra può immaginare di trovare anche altre gambe su cui fare camminare gli investimenti necessari a realizzare aree sosta sotterranee. Nei cassetti di Palazzo dei Priori Chiara Frontini, guardando bene, potrà anche trovare un paio di project financing per la realizzazione di parcheggi sotterranei a piazza della Rocca e nell’area dell Fortezze, subito fuori Porta Romana. 

Un piano parcheggi tecnicamente valido potrebbe aiutare a ridefinire la viabilità cittadina e facilitare anche altre azioni come la pedonalizzazione temporanea delle aree intorno alle scuole durante gli orari di inizio e fine delle lezioni. Un tema, quest’ultimo, toccato dall’amministrazione comunale in questi ultimi giorni. Tanto importante quanto bersagliato da chi ha vissuto inevitabili disagi. 

Chiaro che la pedonalizzazione temporanea è un’azione importante per migliorare la qualità della vita ma al tempo stesso andrebbero studiate una serie di azioni strutturali per mitigare gli effetti penalizzanti su alcune categorie. 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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