Un piano di rilancio per San Pellegrino, la città chiede risorse a Palazzo dei Priori
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VITERBO - In molti hanno scritto alla redazione de La Fune fornendo spunti, evidenziando criticità del quartiere e auspicando a una vera azione politica su questa parte fondamentale del centro storico. 

VITERBO – La dichiarazione dell’assessore al Centro Storico Laura Allegrini sulla necessità di un piano per il rilancio del quartiere medievale di San Pellegrino ha fatto parecchio rumore in queste ore in città.

In molti hanno scritto alla redazione de La Fune fornendo spunti, evidenziando criticità del quartiere e auspicando a una vera azione politica su questa parte fondamentale del centro storico. 

La necessità di sviluppare un piano speciale per San Pellegrino è un tema fortissimo e che gode di grande condivisione presso l’opinione pubblica locale. Sembra però che la politica cittadina non abbia esattamente chiara la centralità della questione. 

Servono, come giustamente sottolineato dall’assessore Allegrini, interventi quotidiani sulla pulizia ma quello che è realmente necessario è un piano di riqualificazione: sistemazione dei lastricati, arredo urbano, illuminazione. 

Percorrendo questa strada si arriverà a mettere un punto forte sul rilancio del centro storico, partendo dal cuore. Senza concentrare risorse su San Pellegrino e iniziare un vero lavoro di valorizzazione e recupero, nel segno della bellezza, si continuerà a parlare ancora per anni in maniera vaga e galleggiante di centro storico. Chissà se in fase di elaborazione di bilancio l’amministrazione Arena vorrà scrivere una pagina nuova sulle politiche del centro storico viterbese o continuerà a fare finta di nulla e a non volere trovare il bandolo della matassa.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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