Un particolare Ben Hur arriva nel carcere di Mammagialla
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In occasione della giornata del Teatro in Carcere, il Rotary Club di Viterbo porta nel penitenziario un divertente spettacolo ambientato a Roma

In occasione della giornata nazionale del Teatro in Carcere, per iniziativa del Rotary Club di Viterbo in collaborazione con la Direzione della Casa Circondariale di Viterbo, domani, sabato 9 aprile, alle ore 13 andrà in scena, presso la sala teatro della stessa Casa Circondariale di Mammagialla, il divertente spettacolo teatrale ”Ben Hur” di Gianni Clementi con Paolo Triestino e Nicola Pistoia.

Lo spettacolo affronta il tema dell’immigrazione e del razzismo in modo nuovo e brillante. Lo sfondo della vicenda è Roma, sempre più incattivita eppure capace di generosità inaspettate. Lo straniero oggi è sempre più parte di questa città e in Ben Hur ha le vesti di un ingegnere bielorusso, Milan, che irrompe con il candore di chi spera in un futuro migliore, e che poi, con la forza di uno tsunami, rivitalizza il grigio percorso di due fratelli, Sergio e Maria, separati e costretti a una oscura convivenza in una grigia periferia.

Lui, ex-stuntman in attesa di un risarcimento per un incidente sul set de ”Salvate il soldato Ryan”, trascorre le sue giornate al Colosseo dove, vestendo i panni di un centurione, si presta alle canoniche foto con i turisti. Lei, invece, si impegna in una squallida chat erotica telefonica. Lavora da casa, in vestaglia, ciabattando tra una stanza e l’altra. Con Milan arriveranno un progressivo benessere, energie nuove, una biga e forse un nuovo amore.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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