“Un parcheggio trasformato in una discarica abusiva”
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VITERBO – Il signor Marco Valentini segnala il degrado nell'area di sosta all'inizio di strada Teverina all'altezza degli svincoli per il semianello.

VITERBO – Il signor Marco Valentini segnala il degrado nell’area di sosta all’inizio di strada Teverina all’altezza degli svincoli per il semianello.

“Gentile redazione, segnalo un parcheggio vergognoso, probabilmente il peggiore di Viterbo e anche il più pericoloso. Inaccettabile consentire la sosta delle auto in un’area così degradata. Si tratta del parcheggio situato presso l’inizio di Strada Teverina all’altezza degli svincoli per il semianello.

Innanzitutto non è asfaltato e quindi a ogni pioggia si trasforma in una enorme palude di fango. Poi non è illuminato e parcheggiare lì con il buio favorisce danneggiamenti alle auto da parte di malintenzionati, è già successo più volte. C’è quella che dovrebbe essere una vecchia pesa per camion abbandonata, nascosta dalle erbacce altissime che ovviamente nessuno taglia. Infine degli incivili lo trasformano continuamente in una discarica abusiva.

Non so se si tratta di un parcheggio di proprietà comunale, ma l’amministrazione deve fare qualcosa perché tenere un parcheggio in queste condizioni ne va della sicurezza pubblica. Trovo assurdo che nessuno si interessi a questo problema, oltretutto è un parcheggio molto utilizzato in quanto è l’unico da cui raggiungere facilmente a piedi alcune attività commerciali adiacenti, tra cui una palestra molto frequentata in città.

Così come sono stati rifatti i parcheggi fuori porta Faul e in via Garbini di fronte agli uffici comunali, e pur criticando spesso questa amministrazione devo dire che sono stati fatti dei buoni lavori, anche gli altri ora è tempo che siano presi in considerazione: servono asfalto, illuminazione, telecamere, pulizia, cura del verde per dare sicurezza e decoro a quest’area che ne è del tutto priva”.

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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