Un palloncino lanciato in cielo per la pace, l'invito di don Mario Brizi
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Don Mario Brizi, parroco di Santa Maria Nuova, scrive alla redazione de La Fune per raccontare un'idea di pace e invita tutti i viterbesi a prenderne parte.

Don Mario Brizi, parroco di Santa Maria Nuova, scrive alla redazione de La Fune per raccontare un’idea di pace e invita tutti i viterbesi a prenderne parte.

“Focolai di guerra in tutto il mondo, minacce di conflitti atomici, ma anche un crescendo di violenza e conflittualità nelle nostre città e in ambienti che fino a ora ne erano rimasti immuni. Tutto ciò non estingue, anzi alimenta il desiderio di pace e l’impegno di tanti uomini di buona volontà che giorno dopo giorno danno il loro contributo per costruire un mondo di pace – scrive don Mario Brizi -.

Per noi cristiani la beatitudine evangelica: “beati i costruttori di pace”; dovrebbe essere l’ideale a cui ispirare le nostre azioni e scelte quotidiane, e la preghiera per la pace una supplica a Dio perché conceda al mondo questo dono prezioso.

Anche noi vogliamo unire le nostre voci e le nostre preghiere a quelle delle persone di ogni razza, cultura e religione che credono che la pace sia possibile, che non dipende solo dai grandi della terra, che l’unica vera via per risolvere i conflitti sia il dialogo e il confronto, non solo ad alto livello ma anche nei rapporti interpersonali nella famiglia, nella scuola nella società. Per questo ci impegniamo a rifiutare il ricorso ad ogni genere di violenza, sia fisica che morale.

Ecco perché domenica 28 gennaio alle ore 10,30 nella chiesa di San Pellegrino la S. Messa, animata dai ragazzi del catechismo e dalle loro famiglie, sarà incentrata sul tema della pace. Al termine della celebrazione ogni bambino lancerà un palloncino recante un messaggio di pace”.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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