Un ordigno artigianale fatto esplodere davanti al portone di un'abitazione a Marta


MARTA - La principale pista battuta quella di una sorta di baby-gang. I proprietari della casa colpita infatti avrebbero avuto, nei giorni scorsi, problemi con un gruppo di ragazzi per comportamenti inappropriati da parte di questi ultimi a cui avrebbero reagito.
MARTA – Un ordigno artigianale è stato fatto esplodere davanti alla porta d’ingresso di una casa nel centro storico del paese. Il fatto si è verificato nel pomeriggio di sabato 15 marzo in via dell’Orologio, quindi dentro al borgo dei pescatori.
L’esplosione ha generato un piccolo incendio che, prima di essere spento, ha bruciato parte del portone e rovinato i gradini d’accesso alla casa. Un fatto senza precedenti nel piccolo paese del lago di Bolsena che ha destato parecchio stupore. La principale pista battuta quella di una sorta di baby-gang. I proprietari della casa colpita infatti avrebbero avuto, nei giorni scorsi, problemi con un gruppo di ragazzi per comportamenti inappropriati da parte di questi ultimi a cui avrebbero reagito.

Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.



















