Un nuovo piccolo Lorenzo in casa Celestini

VITERBO - VITERBO - Per la gioia di mamma Sara Celestini, il babbo Emanuele Piselli e la sorellina Rita è arrivato Lorenzo. A fare festa i nonni Anna e Lorenzo Celestini, la nonna Laura, gli zia le cuginette e i parenti tutti.
VITERBO – Per la gioia di mamma Sara Celestini, il babbo Emanuele Piselli e la sorellina Rita è arrivato Lorenzo. A fare festa i nonni Anna e Lorenzo Celestini, la nonna Laura, gli zia le cuginette e i parenti tutti.
I neo genitori intendono ringraziare i medici e paramedici del reparto Maternità e Pediatria dell’ospedale di Belcolle. Un grazie particolare al primario Prof. Giorgio Nicolanti, che per la sua professionalità, umanità e gentilezza rende il reparto un fiore all’occhiello del nostro ospedale.
La Fune si associa agli auguri per questa nuova nascita che rafforza una famiglia che tanto ha dato alla città di Viterbo grazie a Nello Celestini e Lorenzo Celestini.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.


















