Giardino dei Pugnaloni, un nuovo cuore verde
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Il coro dei presenti è stato unanime: l’iniziativa ha riqualificato uno spazio museale che racchiude la memoria storica di Acquapendente, valorizzando l'aspetto floreale.

ACQUAPENDENTE – La corte del Museo della Città e Diocesano di Acquapendente si trasforma in un’oasi di bellezza. Il nuovo “Giardino dei Pugnaloni” non è semplicemente un intervento di abbellimento estetico, ma il simbolo di un momento di festa e di profonda condivisione comunitaria. Ogni cittadino, dai più grandi ai più piccoli, ha potuto lasciare il proprio segno verde nel cuore della città, partecipando attivamente alla piantumazione.

Anche il sindaco Alessandra Terrosi ha voluto dare il buon esempio, sporcandosi le mani e piantando materialmente una pianta nel giardino. Accanto a lei, l’evento ha visto una straordinaria partecipazione di famiglie, bambini e delle massime autorità culturali e spirituali del territorio. Presenti alla cerimonia il parroco Don Enrico Castauro, lo storico dell’arte e direttore scientifico del Museo della Città Andrea Alessi, e il biologo Gianluca Forti, direttore del Museo del Fiore e coordinatore delle attività didattiche. Il progetto ha visto anche il contributo fondamentale di Silvio Piorigo, cartografo, guida ambientale e presidente della cooperativa Monte Meru, e del garden designer Andrea Traballesi, che ha curato la visione dello spazio.

Il coro dei presenti è stato unanime: l’iniziativa ha riqualificato uno spazio museale che racchiude la memoria storica di Acquapendente, valorizzando l’aspetto floreale. Quello tra la comunità e i fiori è un legame profondo, un vero e proprio cordone ombelicale che non si è mai spezzato e che trova nei Pugnaloni la sua massima espressione.

Da oggi questo meraviglioso spazio rigenerato non sarà solo un luogo di contemplazione, ma un bene comune vivo e vibrante. Il Giardino dei Pugnaloni rimarrà aperto al pubblico e accessibile a tutti dal martedì alla domenica, pronto ad accogliere cittadini e turisti in cerca di bellezza, storia e natura.

©MaurizioDiGiovancarloTusciaFotografia

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