Un multisala nel capoluogo, ci sono imprenditori che immaginano di ricostruire una centralità per Viterbo

VITERBO - Si tratta di un'operazione che punta a ricostruire una centralità del capoluogo sempre più indebolita e resa inconsistente negli ultimi dieci anni.
VITERBO – La città di Viterbo non ha, da tempo, neppure un cinema di concezione moderna. Le sale esistenti hanno chiuso “baracca” negli ultimi venti anni. Una moria inarrestabile e niente a fare da freno. Negli ultimi mesi una coppia di noti imprenditori attivi sul territorio sta immaginando di invertire la tendenza e dare alla luce un cinema multisala.
I luoghi sono stati già individuati, anzi già acquistati e all’interno sono iniziati i lavori. Quella di aprire un multisala in un quartiere abbastanza centrale di Viterbo è qualcosa di più di un’idea imprenditoriale. Si tratta di un’operazione che punta a ricostruire una centralità del capoluogo sempre più indebolita e resa inconsistente negli ultimi dieci anni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.


















