Un monumento per i caduti della 2^ guerra mondiale
Viterbo bombardata
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Il sindaco Michelini ha annunciato in Consiglio comunale la volontà dell'amministrazione di ricordare i caduti civili della seconda guerra mondiale. Il precedente monumento fu rubato.

“Ricorderemo i caduti civili della seconda guerra mondiale”. A pochi giorni dal 71esimo anniversario del bombardamento che colpì Viterbo nel 1944, il sindaco Leonardo Michelini ha annunciato in Consiglio comunale l’intenzione di ricordare i caduti. “Vogliamo dire che Viterbo si ricorda dei propri caduti. Purtroppo le ristrettezze economiche non ci permetteranno un grosso investimento, ma ricorderemo in qualche modo i caduti civili”.

Insomma una targa, o un piccolo monumento, per adesso. Viterbo aveva già un’opera dedicata ai martiri della seconda guerra mondiale, ma fu rubata durante i lavori per la realizzazione di piazza Unità d’Italia. Era l’opera Risveglio d’Europa donata alla città da Alessio Paternesi.

Recentemente è stata invece inaugurata una lapide per ricordare le vittime dei bombardamenti che da altre città si erano rifugiate a Viterbo (leggi qui).

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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