Un milione di euro di soldi pubblici spesi in una pozza d'acqua, ennesimo allagamento del sottopasso di Corchiano
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CORCHIANO - L'opera è situata tra Corchiano e Civita Castellana, ed è stata realizzata, nelle intenzioni della Regione Lazio, per sostituire il passaggio a livello della Roma Nord che insiste nello stesso punto.

CORCHIANO – Ennesimo allagamento nel sottopasso di Corchiano. L’infrastruttura è ancora chiusa e completamente allagata. L’opera è situata tra Corchiano e Civita Castellana, ed è stata realizzata, nelle intenzioni della Regione Lazio, per sostituire il passaggio a livello della Roma Nord che insiste nello stesso punto.

“Un obiettivo, in realtà, rimasto solo nelle intenzioni, visto che la struttura non è stata mai aperta – così il coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia Massimo Giampieri -. I lavori in quel tratto di strada percorso ogni giorno da tantissimi automobilisti sono ormai fermi
da mesi ma dell’apertura del sottopasso non si hanno notizie.

La situazione è resa ancor più grave, se possibile, dai frequenti allagamenti, all’ordine del giorno, che si verificano nella struttura.
L’ultimo, in ordine di tempo, quello di queste ore, nonostante non si siano registrate piogge recenti.

I numerosi episodi analoghi sono il chiaro segnale che sono molte le problematiche mai risolte nell’esecuzione dei lavori che, evidentemente, hanno presentato delle criticità sin dal principio.

Già qualche tempo fa, infatti, un esperto del settore, il carpentiere in pensione Antonio Testa aveva denunciato, anche in forma scritta, quelle che secondo lui erano delle lampanti inesattezze in fase di progettazione. Alla luce del risultato finale, i fatti gli hanno dato ragione.

Anche l’amministrazione comunale di Corchiano si è interessata della questione più volte ma, fino adesso, nulla è cambiato. I cittadini che ogni giorno transitano su questa strada sono ormai stanchi e qualcuno deve dare
una risposta chiara. I continui rimpalli di responsabilità tra Astral e Provincia devono finire: in questi lavori è stato
speso circa un milione di euro di soldi pubblici e gli enti preposti sono chiamati, urgentemente, a fornire spiegazioni sul loro utilizzo”.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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