Un mausoleo dedicato ai quattro piloti militari di Montefiascone caduti in servizio
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I quattro piloti militari montefiasconesi caduti in servizio avranno il loro monumento. Il prefetto di Viterbo Giovanni Bruno ha dato l'autorizzazione al sindaco di Montefiascone per l'intitolazione di un mausoleo dedicato ai piloti dell'aviazione.

I quattro piloti militari montefiasconesi caduti in servizio avranno il loro monumento. Il prefetto di Viterbo Giovanni Bruno ha dato l’autorizzazione al sindaco di Montefiascone per l’intitolazione di un mausoleo dedicato ai piloti dell’aviazione.

L’opera, che verrà inaugurata la mattina del 4 agosto durante l’Air show “Lago di Bolsena”, è in fase di ultimazione nello stabilimento dei fratelli Marmo, la base marmorea, dove sarà incisa una dedica al valore militare e i nomi dei caduti, avrà la forma del timone di un aereo sovrastato da un’aquila con le ali spiegate verso il cielo. Verrà posizionata sul lungolago a imperituro ricordo di Paolo Scoponi (designato a diventare comandante delle Frecce Tricolori) pilota militare e collaudatore sperimentatore, in servizio proprio nel gruppo di Addestramento Acrobatico dell’aeronautica militare, deceduto nel 1988 durante un normale volo di addestramento a Rivolto (Ud), il capitano Piero Giraldo, navigatore militare dell’Aeronautica, morto cinque anni dopo in un incidente di volo con un Tornado a Garessio (CN), Gino Bartoli pilota appartenente alla regia aeronautica e poi all’aeronautica militare, deceduto a Roma nel 1954 per una malattia contratta in guerra e Paolo Lozzi, in forza all’Aves e deceduto in un incidente di volo a Tuscania il 23 gennaio 2014.

La collaborazione tra la Prefettura e l’amministrazione comunale, in vista dell’Air Show delle Frecce Tricolori, sta procedendo a passo spedito e condiviso perché tutto sia predisposto nel migliore dei modi per il grande evento.
Montefiascone si prepara all’avvenimento dell’anno. Un appuntamento con la storia e il ricordo dei suoi piloti.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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