Un mare di rifiuti accolgono i turisti in visita nella zona di San Pellegrino. De Carolis: "Spettacolo indegno, ora basta"
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Gli Stati Generali La Fune
VITERBO - I postumi della movida si fanno notare. Hanno l'aspetto dei bicchieri di plastica e delle cannucce e degli avanzi di Americano, Moscow Mule, Godfather e cocktail vari.

VITERBO – “Uno spettacolo indegno”. Sbotta a mezzo social l’assessore al Turismo di Palazzo dei Priori Marco De Carolis. A fargli saltare i nervi la parte monumentale del centro storico come appare in un’ordinaria domenica mattina. 

I postumi della movida si fanno notare. Hanno l’aspetto dei bicchieri di plastica e delle cannucce e degli avanzi di Americano, Moscow Mule, Godfather e cocktail vari. “Ornano” tutto: la vecchia fontana di piazza San Carluccio con lo stemma dei Gatti, le sedute a forma di sasso, il peperino del quartiere medievale: scale, muretti, profferli,  etc. 

“Il centro storico si è risvegliato con tanti turisti e con uno spettacolo indegno di una città che vuole crescere attraverso il turismo e la cultura. Il lavoro fatto in questi ultimi anni sta portando a risultati straordinari e a nuove e inedite opportunità per Viterbo. Ora ognuno deve fare la sua parte: l’amministrazione chiedendo a chi svolge il servizio di adeguare immediatamente orari e personale per garantire che le piazze siano pulite prima dell’inizio della giornata e, a noi tutti, sta di avere maggiore rispetto delle ricchezze che abbiamo. Queste situazioni non sono più tollerabili”. Le parole dell’assessore De Carolis. 

Il problema è concreto e l’immagine della zona di San Pellegrino non è certo delle migliori. Anche perché il degrado dei postumi della movida si va a sommare a un quartiere con alcuni edifici tenuti in pessime condizioni, cavi e fili volanti ovunque e guano di piccione a fare bella mostra di sé sui lastroni della pavimentazione. 

Tutto lontano  anni luce da quella che vuole raccontarsi e spesso viene raccontata come città turistica. 

 

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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