Un manifesto in tribunale per l’avvocatessa turca Ebru Timtikt
EbruTimtikt
Gli Stati Generali La Fune
VITERBO - L'ordine degli avvocati ricorda la legale morta un mese fa in Turchia dopo lo sciopero della fame in carcere. Lunedì la cerimonia al palazzo di giustizia.

VITERBO – L’ordine degli avvocati ricorda la legale morta un mese fa in Turchia dopo lo sciopero della fame in carcere. Lunedì la cerimonia al palazzo di giustizia. L’intervento del

presidente, avvocato Stefano Brenciaglia:

“L’ordine degli avvocati unitamente alle locali associazioni forensi, lunedì 28 settembre alle ore 11, davanti al tribunale di Viterbo, ricorderà, ad un mese dalla scomparsa, Ebru Timtikt, avvocatessa turca di origine curda, impegnata nella difesa dei diritti umani e deceduta dopo molti giorni di sciopero della fame intrapresi durante il periodo di detenzione a seguito della condanna nel 2019, insieme ad altri colleghi, a 13 anni e mezzo di carcere per appartenenza ad un presunto “gruppo terroristico” di opposizione al Governo turco.

L’ordine per omaggiarla esporrà un manifesto da affiggere sulla cancellata all’ingresso del tribunale dando lettura di un breve comunicato ed osservando successivamente un minuto di silenzio.

La manifestazione, che ha già ricevuto le dovute autorizzazioni, e vedrà la partecipazione della presidente del tribunale Maria Rosaria Covelli si svolgerà sulla scala esterna di accesso al palazzo di giustizia e parte del piazzale antistante avendo naturalmente cura di osservare le disposizioni di sicurezza imposte dall’emergenza sanitaria.

Riteniamo si tratti di un segnale importante per sensibilizzare anche nella nostra città l’opinione pubblica e per denunciare l’inammissibile repressione degli avvocati in Turchia, minacciati, arrestati e condannati a lunghe pene detentive, al termine di processi svolti in violazione dei principi del contraddittorio e del giusto processo, solo perché colpevoli di svolgere in maniera indipendente la loro professione.

Ai colleghi che interverranno rammento di indossare la toga”.

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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