Un leone chiamato Coldiretti Viterbo, in tre anni + 1300 aziende
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VITERBO - Si è tenuta lunedì 24 l’assemblea per l’approvazione del bilancio 2018 della Coldiretti Viterbo,  in cui si è approfittato per fare il punto della situazione dopo tre anni di direzione del dottor Alberto Frau, insieme alla presidenza dell’imprenditore Mauro Pacifici, già al secondo mandato come presidente.

VITERBO – “Cresciamo in maniera importante per il terzo anno consecutivo. I dati raccontano un incremento al di là di ogni previsione”. Con queste parole può essere sintetizzato il messaggio dell’assemblea di Coldiretti Viterbo. 

Si è tenuta lunedì 24 l’assemblea per l’approvazione del bilancio 2018 della Coldiretti Viterbo,  in cui si è approfittato per fare il punto della situazione dopo tre anni di direzione del dottor Alberto Frau, insieme alla presidenza dell’imprenditore Mauro Pacifici, già al secondo mandato come presidente.

La partecipazione all’assemblea è stata estesa anche alle cariche politiche del territorio a tutti i livelli, con la preziosa  presenza dei rappresentanti delle istituzioni; dai dati presentati, si è avuto modo di apprendere senza ombra di dubbio che i risultati conseguiti nel triennio sono stati ottimi ed al di sopra di ogni previsione e mostrano un’associazione sempre più forte sul territorio viterbese e orientata verso un’ulteriore crescita.

Dal 2016 i soci sono cresciuti da circa 4.700 a circa 6.000, con un incremento di 1.300 aziende che hanno voluto aderire a Coldiretti; la superficie grafica lavorata dagli operatori CAA è aumentata da 75.000 ettari a 90.000 ettari, denotando un’ingresso in Coldiretti di aziende sempre più grandi; ben 850 nuovi fascicoli aziendali sono stati trasferiti in coldiretti solo nell’ultimo anno, con il relativo aumento delle richieste PAC elaborate presso gli uffici.

Tra i nuovi soci, diverse aziende hanno portato con loro estensioni territoriali notevoli, molte sono guidate da donne e giovani ed hanno alle loro spalle una tradizione agricola importante. Nell’ultimo triennio, l’agricoltura si è nuovamente affermata come settore trainante nel difficile contesto economico del nostro paese. L’interesse da parte della società verso questo comparto è cresciuto insieme all’attenzione nell’acquisto e nel consumo dei prodotti agroalimentari.

Nella Tuscia, in particolare, il dialogo tra produttori e consumatori si è consolidato sempre più, come dimostrano le
affluenze sempre maggiori al mercato di Campagna Amica ed anche l’acquisto diretto dagli agricoltori ed allevatori del territorio.

L’apertura dei lavori è stata guidata dal direttore Alberto Frau, che ha illustrato i dati: “Coldiretti Viterbo ha vissuto e vive un periodo di forte espansione; tutti i settori all’interno della nostra associazione mostrano un trend positivo, di gran lunga sopra le aspettative. Non solo abbiamo ottimi riscontri nell’assistenza politico-sindacale, ma anche nel settore dei servizi, con un fatturato che è cresciuto di circa 450.000 euro in questo triennio” e continua “Per noi è un terzo anno di crescita e deve essere un punto di partenza, vivo i punti di arrivo in modo rapido e penso sempre al domani; non amo crogiolarmi tra i dati positivi, anche se importanti, preferisco non fermarmi mai”.

Ha preso poi parola il Presidente di Coldiretti Viterbo, Mauro Pacifici, che ha puntato l’attenzione sulle tante iniziative portate avanti dall’associazione nel periodo di riferimento e fatto un quadro economico della provincia sul settore agricolo: “In soli tre anni, si sono susseguiti moltissimi incontri, dibattiti, confronti. Siamo scesi in piazza davanti ai palazzi del potere per portare avanti le nostre proteste, spesso ci siamo seduti alle scrivanie dei ministri per spiegare la nostra posizione ed in ogni caso non ci siamo mai tirati indietro facendo sentire la nostra voce in modo ordinato ma deciso; Coldiretti è stata e continua ad essere in prima linea nel denunciare i problemi e proporre le soluzioni relativamente alla gestione del territorio e dell’ambiente, alla contraffazione alimentare e alla difesa del Made in Italy, nonché sulle  filiere e sull’economia delle produzioni.”

La parte finale dell’incontro è stata dedicata agli interventi delle autorità istituzionali presenti, che hanno dato una lettura dei dati presentati e molti interessanti spunti per avviare un processo di collaborazione sempre più serrato e proficuo con Coldiretti.

Chiusi i lavori, i partecipanti si sono spostati presso l’ Osteria del Vecchio Orologio, per una cena a base di prodotti a Km0 e tradizionali del territorio viterbese.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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