Un leghista della prima ora nella Tuscia, atteso a Orte l'ex ministro Calderoli


Il papà, o forse sarebbe meglio dire "il papi", del "Porcellum" (la legge elettorale che lui stesso definì "una porcata", arriva nella Tuscia. Oggi pomeriggio, mercoledì 21 febbraio, sarà presente a Orte Scalo l'ex ministro leghista Roberto Calderoli.
Il papà, o forse sarebbe meglio dire “il papi”, del “Porcellum” (la legge elettorale che lui stesso definì “una porcata”, arriva nella Tuscia. Oggi pomeriggio, mercoledì 21 febbraio, sarà presente a Orte Scalo l’ex ministro leghista Roberto Calderoli.
Sicuramente uno dei volti più noti della Lega Nord di Bossi e oggi ancora sull’onda, al fianco di Matteo Salvini. Calderoli è atteso presso il Dopo Lavoro Ferroviario per un incontro con i cittadini, fortemente voluto dal candidato alla Regione Lazio per la Lega Luigi Tofone.
Saranno presenti anche i candidati leghisti alla Camera e al Senato per il territorio del Viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

















