Un lago mistico: acqua, fede e terra
aiac_banner_02
Viaggio sulle sponde del lago, dalla processione in onore di Santa Marta alla Sacra Indulgenza di San Magno a Gradoli

INSIDE – Anche se il tepore estivo persiste, testimoniato da temperature insolitamente elevate, le rive del Lago di Bolsena, il lago vulcanico più grande d’Europa, si animano di profonde tradizioni religiose. Questi rituali radicati, riassunti dall’evocativa frase “Acqua, Fede e Terra”, offrono uno scorcio sulla profonda identità e sulla devozione spirituale delle comunità intorno al Lago di Bolsena.

Tra gli eventi estivi più significativi, ce ne sono due meno noti ma altrettanto vivaci, che avvicinano i residenti alla loro storia, alla loro fede e alle acque tranquille che caratterizzano questo pezzetto di Tuscia.

L’incantevole processione del lago di Santa Marta a Marta

La sera del 28 luglio, il borgo di pescatori di Marta si trasforma in un centro di attività per l’annuale Processione sul Lago dedicata a Santa Marta. Compatrona della cittadina lacustre insieme a San Biagio, Santa Marta è onorata da una tradizione intrisa di antica leggenda. La leggenda narra di come Marta, suo fratello Lazzaro e Maria Maddalena fuggirono dalle persecuzioni in Terra Santa, imbarcandosi su una
barca senza timone e senza vela che approdò miracolosamente nelle paludi del sud della Francia, da dove diffusero la parola di Dio.

Mentre il crepuscolo cala sul lago calmo, l’attesa cresce. Mentre alcuni si godono ancora una cena tranquilla nei ristoranti sul lago, il porto dei pescatori si riempie di folla in attesa dell’arrivo di una barca illuminata a giorno che trasporta una scultura raffigurante il volto di Santa Marta, una replica dell’effigie d’argento originale rubata nel 2008. L’aria si riempie delle note della banda municipale, mentre le autorità locali e i membri della Confraternita si preparano ad accogliere la santa.

L’accensione di piccole luminarie segnala l’imminente arrivo della barca. La barca illuminata, seguita da una flottiglia di imbarcazioni di accompagnamento, scivola sull’acqua, con le sirene che riecheggiano la musica festosa della banda. Un semplice attracco è seguito da uno scoppio di fuochi d’artificio. I membri della Confraternita, molti dei quali sono pescatori esperti, riportano rapidamente la barca a riva, aiutando il clero. Nel giro di pochi minuti, la statua viene posta su una piattaforma processionale e portata per le vie della città illuminate dalle fiaccole. La processione culmina sotto il palazzo municipale, dove un sacerdote impartisce una benedizione alla comunità riunita.

La Sacra Indulgenza di San Magno a Gradoli

A pochi chilometri lungo il lago, nel comune di Gradoli, sorge una chiesa quattrocentesca, umile ma imponente, un esempio unico nel suo genere sulle rive del lago. Dedicata a San Magno Vescovo, la cui immagine è ben visibile sopra l’altare maggiore, questa chiesa diventa il fulcro di un altro significativo evento religioso il 19 agosto. Dal 1774, i partecipanti alla Messa celebrata in questo giorno possono ottenere
l’indulgenza plenaria, una speciale grazia spirituale concessa da Papa Benedetto XIV.

La giornata inizia con una Processione Penitenziale, guidata dal sacerdote, dai fedeli e dai membri della Confraternita del Purgatorio di Gradoli, che si snoda dalla località Vallegara fino alla chiesa. La Confraternita del Purgatorio è rinomata per il suo secolare “Pranzo del
Purgatorio”, una festa comunitaria che si tiene ogni anno il Mercoledì delle Ceneri nel municipio di Gradoli, richiamando oltre 1.500 partecipanti e sottolineando i profondi legami comunitari e lo spirito caritatevole radicati nelle loro tradizioni da oltre 400 anni.

Questi due eventi, seppur distinti, incarnano collettivamente lo spirito di “Acqua, Fede e Terra”. Celebrano il profondo legame di queste comunità con il maestoso Lago di Bolsena (l’Acqua), le loro tradizioni ancestrali e la rinnovata devozione spirituale (la Fede), e il loro incrollabile affetto per la loro magica terra d’origine, la Tuscia, una terra ricca di meraviglie storiche e paesaggi mozzafiato (la Terra). Sono
testimonianze vivide di un patrimonio culturale che continua a prosperare sotto l’eterno sole della Tuscia.

© Maurizio Di Giovancarlo / Tuscia Fotografia / La Fune

CNA 800x120
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
domenicale post
TdP_Inalazioni
POST FB 01
Jeep_Compass_apex_300x300_200
monastero interno
Foto Fisioterapy Center
Masicar300x300-optimize
aiac_banner_01
Fune 300x300
Onda
lafune_300 x 600
asvis 2