Un hacker ha affossato il sito 'L'ora legale' di Bottone: "Ma torneremo"
Lora-legale
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Un brutto colpo per l’informazione locale e un brutto segnale, sul quale stanno indagando le forze dell’ordine. “Spero - aggiunge Bottone - che la Procura avochi a sé l’indagine".

L’ora legale non c’è più: un attacco hacker ha corrotto il database e bloccato le pubblicazioni del giornale diretto da Pasquale Bottone: “Qualcuno ha caricato un malware che ha attaccato il database”. Il sito di informazione locale era stato fondato circa 6 mesi fa, raccogliendo lettori e interesse da parte dei più attenti alle vicende politiche, non solo locali. Una voce critica che forse ha dato troppo fastidio? “Non lo so se sia una coincidenza – dice – ma il 30 maggio dopo dopo che siamo stati particolarmente duri contro alcune politiche nazionali qualcuno è entrato e ha fatto l’upload del malware”.

Un brutto colpo per l’informazione locale e un brutto segnale, sul quale stanno indagando le forze dell’ordine. “Spero – aggiunge Bottone – che la Procura avochi a sé l’indagine anche perché è chiaro che non si tratta di un semplice virus, ma qualcosa di scientifico che ci ha costretto a chiudere”.

Ora sono passati circa 20 giorni dal fattaccio, ma per la riapertura c’è ancora tanto tempo. Almeno fino i primi dieci giorni di luglio. “Il database era ed è gravemente corrotto. Ci vorrà molto tempo, oltreché soldi, per recuperare tutto. Comunque torneremo online nella speranza che ci sia una vera liberalizzazione del mercato che a Viterbo è costretto e soggiogato a logiche di appartenenza. Spero che questo segnale porti ad una apertura di confronto. I giornali – conclude – devono poter lavorare liberamente non legandosi a logiche di parrocchia. È un augurio che faccio alla stampa viterbese”.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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