Un grande Ettore Bassi fa rivivere a Bagnoregio “il sindaco pescatore” Angelo Vassallo
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BAGNOREGIO - L'appuntamento è per martedì 9 parile, ore 21, presso l'Auditorium Taborra di Bagnoregio. Lo spettacolo segue la traccia della fiction Rai interpretata da Sergio Castellitto ma l'interpretazione di Bassi, pensata per il teatro, riesce a costruire una situazione di scambio con il pubblico più intima e coinvolgente.

BAGNOREGIO – A Civit’Arte Winter Edition uno spettacolo destinato a emozione e commuovere: ‘Il sindaco pescatore’. Con Ettore Bassi, che farà rivivere in scena la vicenda di Angelo Vassallo, ucciso nel 2010 in un attentato, ancora impunito, di matrice camorristica.

L’appuntamento è per martedì 9 parile, ore 21, presso l’Auditorium Taborra di Bagnoregio. Lo spettacolo segue la traccia della fiction Rai interpretata da Sergio Castellitto ma l’interpretazione di Bassi, pensata per il teatro, riesce a costruire una situazione di scambio con il pubblico più intima e coinvolgente.

Un monologo avvincente. Accanto all’importante attore alcuni giovani studenti. Tutti insieme a ripercorrere l’impegno di un sindaco che ha amato la sua terra ed il proprio dovere ancora più di se stesso e la propria famiglia. Tutti insieme per ricordare l’azione di Vassallo, pescatore figlio di pescatori, che della legge del mare fece una legge di vita.

Lo spettacolo non è rivolto al consueto pubblico teatrale ma è destinato a tutti, con l’obiettivo di far conoscere e circolare il nome di Angelo Vassallo e portare a tutti, cominciando dagli studenti delle scuole, coinvolti fin dentro lo spettacolo, il messaggio, fondamentale e positivo,del sindaco pescatore. Di quel “Robin Hood” del Cilento che aveva il vizio dell’onestà. Che rivive grazie all’umiltà di Ettore Bassi. Perché le storie che non si raccontano si dimenticano.

E che ti fa riflettere su quanto è stato fatto e quanto rimane ancora da fare: perché, per dirla con le parole di Vassallo “la differenza tra me e gli altri amministratori è simile a quella tra noi e gli altri pescatori. Usciamo tutti alle tre di notte, ma noi siamo gli ultimi a rientrare. Se lavori, ti impegni e dai tutto te stesso, quasi sicuramente farai meglio degli altri”.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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