Un giovane imprenditore scommette sul centro storico, sabato apre Bellocchio Arredamenti Cucine
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VITERBO - Bellocchio Arredamenti apre un nuovo punto vendita nel centro storico del capoluogo. Il taglio del nastro è stato fissato per sabato 21 dicembre, ore 16.30, al civico 73 di Corso Italia. 

VITERBO – Bellocchio Arredamenti apre un nuovo punto vendita nel centro storico del capoluogo. Il taglio del nastro è stato fissato per sabato 21 dicembre, ore 16.30, al civico 73 di Corso Italia. 

Con La Fune ne avevamo dato notizia nel mese di settembre, raccontando una serie di segnali che raccontano di imprenditori pronti a scommettere sul centro storico. L’apertura di questa attività, che ha già una sede nella vicina via Genova, è sicuramente un bel segnale che tra l’altro arriva da un imprenditore giovane come Jacopo Bellocchio. 

“Per l’occasione – racconta Bellocchio con entusiasmo – abbiamo preparato una serie di sorprese speciali: circa 1500 regali omaggio, una band jazz che allieterà il nostro evento con musiche dal vivo e, naturalmente, un brindisi con prosecco per celebrare insieme questa nuova avventura”.

Quello che apre su Corso Italia è un mobilificio associato a un marchio d’eccellenza italiana nel settore delle cucine come Armony Cucine.

L’apertura su Corso Italia è un nuovo segnale della rinascita del centro storico di cui stiamo scrivendo da tempo. Così ne aveva parlato Bellocchio a settembre: “Siamo lieti di annunciare l’apertura del nostro secondo negozio in centro, in Corso Italia 73. Per la mia famiglia, tornare in Corso Italia è un traguardo significativo, poiché lo storico bar di Piazza del Suffragio era di proprietà di mio nonno Marcello. Questo ritorno rappresenta non solo un ampliamento della nostra attività, ma anche un legame profondo con la storia e le tradizioni della nostra città. Con noi si sposa un marchio eccellenza italiana delle cucine di alto livello Armony Cucine. Dopo aver aperto store sui centri storici più belli d’Italia: Milano, Roma e Firenze siamo riusciti a fare rientrare anche Viterbo. Bisognerebbe guardare la nostra città con occhi diversi e capire che è il centro il cuore di ogni grande città”.

 

 

 

 

 

 

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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