Un giorno di dolore per Bagnoregio che dà l'ultimo saluto al suo Angelo, stroncato a 42 anni da un infarto
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BAGNOREGIO - Un infarto, un maledetto infarto ha fermato il cuore di Angelo Selis nella notte tra giovedì e venerdì. Bagnoregio è un paese in lutto, piegato sulla sua tristezza più profonda.

BAGNOREGIO – Un infarto, un maledetto infarto ha fermato il cuore di Angelo Selis (42 anni) nella notte tra giovedì e venerdì. Bagnoregio è un paese in lutto, piegato sulla sua tristezza più profonda. Angelo era amico di tutti, impossibile non conoscerlo o non averci parlato una volta. Una presenza fissa la sua, costante, per le vie del paese. 

Amava tantissimo Bagnoregio, come ha scritto in un messaggio di ultimo saluto il sindaco Luca Profili. Angelo era vivo e attivo nei momenti importanti della vita collettiva di questo angolo di Teverina. Il sindaco e gli amministratori comunali, nei loro post social, hanno sottolineato che non lo dimenticheranno e arriveranno iniziative giuste per ricordarlo. Un bagnorese vero, autentico. Chi scrive l’ha personalmente conosciuto. Nei giorni scorsi ci siamo incontrati sempre. Ogni volta scambio di sorrisi e parole positive per Bagnoregio, per fare crescere questa città e questo territorio. In uno dei nostri ultimi incontri mi aveva raccontato della raccolta delle olive che aveva concluso. 

L’idea di non vederlo più è dura per tutti. Oggi i funerali alle 15 alla Concattedrale di San Nicola (piazza Cavour).

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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