Un funerale in forma privata per Nadia Benedetti
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La famiglia dell'imprenditrice dice no ai funerali di Stato e sceglie di dare il proprio commiato privatamente alla chiesa della Trinità

Niente funerali di Stato per Nadia Benedetti, l’imprenditrice 52enne vittima dell’attentato a Dacca insieme ad altri otto italiani, i cui corpi hanno fatto ritorno in Italia nel tardo pomeriggio di ieri. A optare per una cerimonia in forma privata è stata la famiglia, che ha rifiutato i funerali di Stato e detto no alle esequie pubbliche della donna.

Mentre il Governo si stava organizzando per la commemorazione, infatti, la famiglia della Benedetti e un’altra hanno scelto di salutare i loro cari nell’intimità. Venerdì alle 10.30, quindi, si svolgeranno le esequie di Nadia all’interno della chiesa della Trinità.

Intanto nel pomeriggio di ieri i nove corpi sono arrivati all’aeroporto di Ciampino e hanno viaggiato scortati fino al Gemelli per l’autopsia. Ad attenderli a terra c’era il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che insieme agli altri hanno reso onore alle vittime di questa insensata strage.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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