Un francobollo per Settimia Spizzichino, sopravvissuta alla deportazione del ghetto di Roma
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VITERBO- Poste italiane comunica che oggi, 15 aprile 2021, viene emesso dal ministero dello sviluppo economico un francobollo ordinario, appartenente alla serie tematica “Il senso civico” dedicato a Settimia Spizzichino

VITERBO- Poste italiane comunica che oggi, 15 aprile 2021, viene emesso dal ministero dello sviluppo economico un francobollo ordinario, appartenente alla serie tematica “Il senso civico” dedicato a Settimia Spizzichino, nel centenario della nascita, relativo al valore della tariffa B pari a 1,10 euro.

Tiratura: trecentomila esemplari. Foglio da quarantacinque esemplari.

Il francobollo è stampato dall’istituto poligrafico e zecca dello stato spa, in rotocalcografia, su carta bianca, patinata neutra, autoadesiva, non fluorescente.

Bozzetto a cura di Silvia Isola.

La vignetta raffigura, sullo sfondo di un filo spinato e dell’ingresso del museo nazionale di Auschwitz – Birkenau, un ritratto di Settimia Spizzichino, unica donna sopravvissuta alla deportazione del Ghetto di Roma del 16 ottobre 1943, affiancato alla sua frase “Sono tornata per raccontare”.

Completano il francobollo la leggenda “Settimia Spizzichino 1921 – 2000” la scritta “Italia” e l’indicazione tariffaria “B”.

L’annullo primo giorno di emissione sarà disponibile allo sportello filatelico dell’ufficio postale di Roma V.R.

Il francobollo e i prodotti filatelici correlati, cartoline, tessere e bollettini illustrativi saranno disponibili presso gli uffici postali con sportello filatelico, gli “Spazio filatelia” di Firenze, Genova, Milano, Napoli, Roma, Roma 1, Torino, Trieste, Venezia, Verona e sul sito poste.it.

Per l’occasione è stata realizzata anche una cartella filatelica in formato A4 a tre ante, contenente una quartina di francobolli, un francobollo singolo, una cartolina annullata ed affrancata e una busta primo giorno di emissione, al prezzo di 15 euro.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
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“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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