Un flashmob per dire no ai circhi con animali

VITERBO - "No ai circhi con animali, no allo sfruttamento animale, il benessere degli animali è una lotta di civiltà e noi tutti insieme la perseguiremo con ogni mezzo", così gli organizzatori.
VITERBO – Il Movimento Cinque Stelle con varie associazioni animaliste – tra cui AEOPC FAVL Viterbo, Mifido di Fido, Musi Sereni – saranno presenti questo sabato pomeriggio, alle ore 17 a piazza del Plebiscito, per dire “no” ai circhi con animali.
“No ai circhi con animali, no allo sfruttamento animale, il benessere degli animali è una lotta di civiltà e noi tutti insieme la perseguiremo con ogni mezzo”, così gli organizzatori.
“Premettendo – continuano – che l’iniziativa non ha nessuna velleità politica, ma solo amore per gli animali, invitiamo tutti: cittadini, politici e altre associazioni a partecipare al flashmob”

Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

















