Un flashmob dal grande impatto emotivo e dal profondo significato simbolico - VIDEO
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VITERBO – È quello realizzato oggi alle 17 dall’ Associazione Kyanos in collaborazione con Arci - Solidarietà; GASP, L' altro circolo - Centro culturale di iniziativa Omosessuale, Rete degli Studenti Medi e USB. La finalità della manifestazione è quella di chiedere una corretta e attenta informazione da parte dei media al fine di contrastare la violenza sulle donne. GUARDA IL VIDEO

VITERBO – Un flashmob dal grande impatto emotivo e dal profondo significato simbolico.

È quello realizzato oggi alle 17 in Piazza della Repubblica dall’ Associazione Kyanos in collaborazione con Arci – Solidarietà; GASP, L’ altro circolo – Centro culturale di iniziativa Omosessuale, Rete degli Studenti Medi e USB. La finalità della manifestazione è quella di chiedere una corretta e attenta informazione da parte dei media al fine di contrastare la violenza sulle donne.

Questo l’intervento della presidente di Kyanos Marta Nori: “Scendiamo in piazza perché come chiede  la Convenzione di Istanbul, serve una corretta informazione per contrastare la violenza sulle donne; Scendiamo in piazza affinché chi fa giornalismo si impegni per un’informazione attenta, corretta e consapevole del fenomeno della violenza di genere e delle sue implicazioni culturali, sociali e giuridiche. Scendiamo in piazza perché non possiamo permettere che si aggiunga ad una violenza fisica e sessuale anche una violenza mediatica, ugualmente grave sia se la lettera risulti essere  vera o falsa”. 

Il riferimento è a un articolo apparso sulle colonne di un giornale online locale in cui è stato pubblicato un comunicato, il cui mittente risulta anonimo, in cui si prendevano le difese degli stupratori dell’ Old Manners, Riccardo Licci e Francesco Chiricozzi definiti “carne da macello”.

Un flashmob estremamente toccante che dovrebbe far riflettere l’opinione pubblica e che auspichiamo sia utile a tenere sempre alta l’attenzione sul tema della violenza sulle donne e su quello di un giornalismo corretto e responsabile.

GUARDA IL VIDEO

https://www.facebook.com/lafuneviterbo/videos/280162523234146/ 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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