Un fiume di persone per la Mini Macchina del centro. Il vescovo Piazza fa da capofacchino: "Evviva la pace!", il "sollevate e fermi" dato da Aspromonte e la presenza del ministro Giuli
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'Eterna', già collaudata, ha affrontato i 1600 metri con grande decisione ed entusiasmo. In tanti ad applaudire al passaggio dei giovani Facchini, veri protagonisti del momento di festa. 

VITERBO – Un fiume di persone nel centro storico per la Mini Macchina di San Giovanni. A piazza Dante la presenza del ministro della Cultura Alessandro Giuli, un omaggio importante alla storica manifestazione.

Il vescovo Francesco Orazio Piazza ha parlato ai facchini della Mini Macchina e ha sottolineato l’importanza di costruire una comunità, come in questo giorno speciale con Santa Rosa nel cuore. Un momento particolarmente forte è arrivato quando il vescovo ha fatto da capofacchino e ha incitato i ragazzi non con il classico “Evviva Santa Rosa”, che poi è comunque arrivato, ma con un molto significativo “Evviva la pace”.

Altra sorpresa all’inizio. A dare il comando del “sollevate e fermi” ci ha pensato il capofacchino della Macchina grande Luigi Aspromonte. ‘Eterna’, già collaudata, ha affrontato i 1600 metri con grande decisione ed entusiasmo. In tanti ad applaudire al passaggio dei giovani Facchini, veri protagonisti del momento di festa.

 

 

 

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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