Un fiume di eroina e cocaina spacciata da una casa a Vetralla, proventi per 200mila euro in poco tempo
Foto carabinieri
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VETRALLA - Nella casa si sono recati anche genitori con i propri bambini in passeggino, un dettaglio piuttosto inquietante. 

VETRALLA – Sei arresti nel territorio del comune di Vetralla per spaccio di sostanze stupefacenti. I carabinieri di Viterbo hanno concretizzato all’alba di giovedì 10 aprile il blitz che ha portato alla chiusura con successo dell’operazione “Nigeria”, avviata nel maggio dello scorso anno e coordinata dal pm Paola Conti. 

Stroncata una fiorente piazza di spaccio domestica. Cinque cittadini africani e un italiano sono finiti nella rete dell’indagine. L’italiano era il proprietario della casa usata come base per tutto lo spaccio quotidiano, dove risultano residenti i cinque cittadini africani arrestati. 

In un tempo stretto le indagini hanno appurato proventi per 200mila euro dalla vendita di cocaina ed eroina. I membri della banda avevano costruito una rete semplice, fatta di contatti telefonici e messaggi in codice per organizzare gli scambi. Nella casa si sono recati anche genitori con i propri bambini in passeggino, un dettaglio piuttosto inquietante. 

L’indagine, diretta dalla Procura di Viterbo, ha interrotto un traffico di sostanze stupefacenti che affliggeva il tranquillo centro cittadino della Tuscia da un periodo di tempo significativo. Questo intervento ha anche messo in evidenza l’efficacia della criminalità di matrice etnica africana, dimostrando la sua capacità di radicarsi e operare in un contesto territoriale relativamente ristretto come quello di Vetralla.

L’operazione costituisce una concreta e decisa risposta al crescente allarme sociale suscitato dal consumo di droghe, soprattutto tra giovanissimi, e conferma il costante impegno dell’Arma nelle attività di contrasto all’uso ed allo spaccio di stupefacenti.

Foto Fisioterapy Center

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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